domenica 1 luglio 2018

UN ANNO DA BOOKSTAGRAMMER | Cosa è successo?

Buonsalve lettori!
Oggi è il primo luglio.
Per voi sarà un giorno come tanti ma non lo è per me.
Un anno fa, infatti, ero sullo stesso letto su cui sono sdraiata oggi (e non so se la cosa sia positiva o meno) ed ero in piena crisi per i miei esami di maturità.
Mi sembrava di impazzire, tutto il giorno buttata su quei dannati libri di cui non mi importava nulla, con troppa poca aria fresca ad ossigenarmi il cervello e con il desiderio costante di un estathé e di un bel libro a risollevarmi il morale.
Per tutti gli anni della scuola (dalle elementari fino alle superiori) sono sempre stata “quella che legge”, la bambina (e poi successivamente ragazza e sicuramente in futuro anche donna) che, in qualsiasi ora del giorno e della notte, aveva il capo chino sopra ad un libro.
Non sempre è stata una cosa positiva -ho spesso preferito amicizie immaginarie a quelle che invece avrei potuto creare in carne ed ossa- ma altrettante volte mi è capitato di avvicinarmi a persone meravigliose proprio grazie alla mia grande passione per la lettura: è successo con il mio primo accesso a Facebook quando finalmente ho trovato qualcuno con cui conversare di “Twilight”; all'inizio, oppure “Fallen”, “Il bacio dell'angelo caduto”, “The Hunger Games” e così via; è proseguito poi con la scuola superiore (dove consigliavo libri ad oltranza peggio di una bibliotecaria in carriera) ed infine è arrivato quel primo luglio 2017.
Era un'idea che mi ronzava da un po' nella testa, quella di poter mettere nero su bianco le mie riflessioni riguardo alle letture che vivevo, amavo e odiavo, e quando ho premuto “accedi” per la prima volta su instagram come @365_livesofbooks è stata una sensazione indescrivibile.
Mi sentivo potente (perché mi hanno sempre insegnato che non c'è arma più potente di una penna) ma al tempo stesso incredibilmente fragile: sarei riuscita a spiegare il mio pensiero? Sarei stata in grado di rendermi parte di una comunità già così estesa e di esprimere me stessa in maniera sempre sincera, senza aver paura del giudizio altrui?
È passato un anno da allora, ancora non mi sembra vero.
Ho ripensato per giorni a tutto ciò che mi è successo in questi dodici mesi (anche se è difficile ricordarsi per filo e per segno tutto quanto), agli sbagli che ho commesso e ai miei miglioramenti, alle persone che ho conosciuto, ai miei obiettivi, alle cose che non mi piacciono del mio profilo o in generale di questo social.
In onore del mio primo anno come bookstagrammer, quindi, vorrei parlarvi apertamente di bookstagram, nel bene e nel male.
Sarà una chiacchierata bella ma sicuramente non facile da affrontare!
Mi sono proposta di essere sempre sincera e quindi questo articolo mi sembrava più che necessario per poter essere coerente con me stessa, innanzitutto, e con la mia ideologia di blog.
Ovviamente ci saranno delle critiche ma il mio sarà anche un articolo gioioso in cui vi consiglierò anche tutti quei profili che oramai per me sono diventati indispensabili per quella passione di sempre che è la lettura!


 

COS'E' BOOKSTAGRAM? 


Probabilmente se siete qui lo saprete già ma lo rispiegherò per sicurezza a tutti i nuovi arrivati.
Con il termine “bookstagram” si definisce quella sezione di Instagram (applicazione lanciata il 6 ottobre 2010) dedicata al mondo letterario.
Attraverso la fotografia, infatti, i proprietari dei numerosi profili di questa community riescono ad esprimere tutti i colori di questa passione comune: splendide copertine e belle citazioni non fanno che da semplice cornice ad un mondo ben più ampio fatto di emozioni, desideri, pareri più o meno positivi, consigli e spesso anche critiche.



 

I MIEI SBAGLI: 


Il mio primo grande errore è stato, senza alcun dubbio, quello di aprire un profilo durante la maturità e, in special modo, negli ultimi giorni cruciali prima dell'esame orale.
Questo mi ha portata non solo a studiare di meno (in quanto troppo affascinata da quel mondo del tutto nuovo e sconosciuto) ma anche a creare contenuti di qualità minore rispetto a come potevano essere in realtà.
Studio oppure social, non si può avere tutto dalla vita!
Un grande errore che vedo commettere spesso (e che io per prima ho fatto!) è quello di gestire un profilo senza un'idea precisa: ho notato che i possibili followers e lettori sono attratti principalmente da profili con un feed (ovvero una disposizione di foto rispettante un tema) ben organizzato oppure con un obiettivo stabilito.
Che vogliate soffermarvi solo sulle recensioni oppure sulle belle foto, l'importante è essere coerenti con la vostra idea e con voi stessi!
Uno sbaglio che ho commesso è stato poi quello di aprire un profilo senza essermi documentata a fondo riguardo questa sezione di Instagram. Ho semplicemente pensato: a me piacciono i libri, ad altri piacciono allo stesso modo. Perché non provare?
Assolutamente no. 
Ed i motivi sono proprio quelli elencati qui su: non conoscere i ritmi di questo social vi porterà a creare contenuti di bassa qualità (o a volte di non portarli e basta quando la mancanza di tempo vi sommergerà!) che non seguono un ordine preciso e che renderà il vostro profilo solo molto confusionario!
Un altro errore è quello di voler fare tutto subito: io ho iniziato postando quasi sempre (la discontinuità è un altro grande sbaglio) tre foto al giorno per poi accorgermi che, per un motivo o per un altro, non riuscivo più a mantenere quello stesso ritmo. Volevo portare subito molti contenuti, molte idee, molte recensioni, molti tag ma, con il passare del tempo, le idee hanno iniziato a scemare.
Non fate lo stesso errore o potreste finire con l'avere un account “vuoto” di contenuti e disorganizzato (anche se su questo punto ritorneremo più avanti)!



 

I MIEI OBIETTIVI:


Porsi degli obiettivi è molto importante per quanto riguarda la gestione di un profilo Instagram.
Questo perché tenderà a non demoralizzarvi e, anzi, vi aiuterà a trovare sempre nuove idee per raggiungere il vostro scopo!
Per quanto riguarda il mio profilo, il mio obiettivo principale è sempre stato quello di esprimere con sincerità la mia passione : volevo essere io a consigliare i miei libri preferiti, io a spiegare le motivazioni che mi avevano spinta a non apprezzare una certa lettura, io a parlare e a confidarmi con i membri della community. Non volevo essere il “profilo alla moda” ovvero quello che adora tutti i libri che agli altri sono piaciuti, che fa foto belle ma poi non riesce neppure a comunicare con i propri followers. Volevo essere me stessa sopra ogni altra cosa in modo che chi mi seguiva potesse sapere di potersi fidare di me!
Non avendo dubbi sulla mia moralità, dentro e fuori il social, i miei obiettivi si sono spostasti ultimamente sul senso pratico del profilo: vorrei migliorare la grafica dei post (magari provando a scattare qualche foto con la mia macchinetta fotografica anziché con il cellulare), vorrei portare nuovi contenuti specialmente per quanto riguarda l'applicazione più che per il blog ed infine vorrei creare una scaletta settimanale che sarà sicuramente utile ai followers ma soprattutto a me per realizzare un profilo più organizzato.
Se avete consigli di qualunque tipo per quanto riguarda questi obiettivi, non siate timidi!
Potete scrivermi qui sotto nei commenti o anche in direct su Instagram!



 

LA COMMUNITY: 

Chi troverete nel mondo di bookstagram?
Ci sono diversi tipi di personalità su questa piattaforma e vi annuncio già che questa categoria non sarà, quindi, tutta rosa e fiori anche se lo vorrei tanto.
Abbiamo già parlato dei “profili alla moda”: I-Phone di ultima generazione, scatti un po' hipster, una tazza di caffè in una mano e, statene pur certi, l'ultimo libro di una casa editrice nell'altra.
Non che ci sia qualcosa di sbagliato in questo, anzi; le foto sono spesso bellissime ed utili quando non si ha ispirazione per quanto riguarda il proprio feed!
Come vi ho detto precedentemente, però, riconoscerete questi profili non dalle foto, non dalla pelle perfetta delle modelle o dal caffè fumante ma semplicemente perché a loro piace qualsiasi libro reputato decente dalla critica: a loro inspirerà qualsiasi titolo commentato dal “Quotidiano” o da John Green, qualsiasi libro “erede di Hunger Games” o di “Colpa delle stelle”, apprezzeranno ogni libricino di poesie femminista e andranno letteralmente pazzi per l'ultima ristampa di un vecchio classico.
Vi invito però a chieder loro il motivo personale per cui hanno apprezzato quella lettura. Se sarete così fortunati da ricevere risposta dai vip di Instagram, probabilmente capirete subito che di “apprezzamento personale” non hanno proprio nulla!
Tra i primi profili che ho notato una volta entrata in questo social c'è sicuramente quello “amatoriale”: probabilmente non avranno un feed preciso, saranno un po' discontinui nei post, e faranno foto a libri accompagnati da qualsiasi tipo di oggetto (penne, cuscini, peluche, tazze, succhi di frutta. QUALSIASI. COSA.) ma, statene pur certi, quelli sono forse i profili più sinceri.
Se ne fregheranno del loro aspetto fisico, degli inglesismi che fanno più chic e sapranno, invece, convincervi a leggere un certo libro solo con la forza delle loro emozioni, delle loro lacrime, dei loro sorrisi!
Sono sicuramente loro i profili più sinceri e accoglienti, i primi che sapranno darvi consigli nonostante i loro mille dubbi e che sapranno farvi sentire a casa in questo mondo nuovo e spesso spaventoso!
Se dovessi mettermi in una categoria, però, inserirei il mio profilo in quello degli “studiosi”: sono coloro che cambiano continuamente, che si esercitano, provano cose nuove e che, appunto, studiano le risposte dei followers in modo da creare non un profilo perfetto ma un profilo che piace!
Ci sono poi numerose altre categorie di profili: ci sono i “ti ho messo mi piace, ricambi?” (davvero odiosi, ad essere sinceri), i “profili giveaway” che non avranno altre foto se non quelle dei giveaway a cui partecipano per ottenere altri libri da leggere, e ci sono ancora tanti altri profili ma sono molto simili a queste prime grandi categorie!




ORGANIZZAZIONE E TAG: 


Un punto molto importante per una sana sopravvivenza nel mondo di bookstagram è l'organizzazione. Certo, sarebbe facile scegliere giornalmente l'argomento da trattare, così, all'ultimo minuto. Ma niente vi darà più soddisfazione di un feed ben organizzato non solo per quanto riguarda le foto ma anche per quanto riguarda gli argomenti trattati settimanalmente!
Non potete capire la mia gioia quando, per un motivo o per un altro, non riesco a postare il #WWWednesday e qualcuno dei miei followers mi fa notare questa mancanza!
Proprio per questo motivo mi piacerebbe creare una scaletta di post con la quale dividere la mia settimana: postare una #RecensioneInPillole un paio di giorni, il #WWWednesday il mercoledì, mostrarvi qualche haul o collaborazione e poi dei tag, magari. Devo pensarci bene!
A questo proposito, sarebbe molto utile organizzare i post della settimana su un agendina o (come nel mio caso) su un quaderno dove poter scrivere appunti, buttare giù qualche idea oppure segnarsi tutti i tag a cui rispondere.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, io l'ho trovato piuttosto utile!
Parlando di tag, poi, trovo che questi siano piuttosto utili per conoscere maggiormente il mondo di bookstagram: invitando più profili possibili, infatti, diamo non solo agli altri la possibilità di conoscerci meglio ma, allo stesso modo, abbiamo anche noi l'occasione di immergerci nei pensieri dei bookstagrammer invitati.
I tag sono inoltre una pentola d'oro per chi vuole imbattersi in nuove letture. Non potete nemmeno immaginare quanto la mia wishlist si sia allungata da un anno a questa parte!


 

BLOG: SI O NO? 

Nella mente di ogni bookstagrammer passerà prima o poi la seguente domanda: dovrei aprire un blog? 
La risposta, ovviamente, sarà più o meno negativa in base a ciò che sentite il bisogno di esprimere.
Potresti aprire un blog se la tua idea fosse quella di scrivere recensioni: non tutti abbiamo il dono della sintesi e potresti notare che i caratteri di un post di Instagram non sono affatto sufficienti per descrivere tutte le emozioni donatoti da un determinato libro.
Ma anche per scrivere una recensione bisogna avere una certa organizzazione, ricordatelo sempre!
Non si può semplicemente buttare su carta tutto ciò che ci viene in mente senza un collegamento preciso o il lettore che capiterà sul tuo blog non capirà ciò che vorresti dirgli.
Anch'io, infatti, ho cambiato più volte strategia durante quest'anno: le prime recensioni erano perlopiù prove e poi, man mano che ci prendevo gusto, ho iniziato a pormi delle domande e a documentarmi per darmi delle risposte.
Secondo me la svolta è stata chiedere innanzitutto a me stessa: cosa vorrei leggere in una recensione?
E poi provare, provare ed ancora provare!
Per aprire un blog bisogna avere molte idee in quanto non si può iniziare semplicemente fissando la pagina bianca ed aspettando che il miracolo avvenga da sé.
Consiglio nuovamente l'utilizzo di un quaderno per appuntare man mano i vari articoli che vorremmo portare sulla nostra piattaforma: seguendo un filo conduttore, in questo caso i libri, potremmo poi discutere riguardo altre nostre passioni (possano essere queste il teatro, il cinema, le serie tv, la danza e così via)!
Di nuovo l'organizzazione torna ad essere un punto cruciale: un blog appare infatti molto più completo quando c'è anche una bella grafica ad accompagnare il tutto.
Questo sarà sicuramente uno dei temi su cui vorrò migliorare di più, in futuro.
Non apprezzo particolarmente la grafica del mio blog e vorrei fare un bel restauro, rendendo tutto più chiaro e ben organizzato portando anche qui, magari, una scaletta fissa.
Ancora una volta, infatti, sarebbe stato bene documentarsi prima di cimentarsi in questa nuova avventura che è poi il blog perché non è poi così facile come sembra!


 

COME REAGIRE A CRITICHE O INSULTI: 


La gente critica.
Lo fa dalla notte dei tempi e probabilmente non smetterà mai di farlo.
Spesso lo si fa per alimentare una conversazione, per fare una battuta infelice o spesso, molto spesso, la gente critica per noia e senza una motivazione precisa.
Quello che invece fa un blogger scrivendo una recensione è dare il proprio sincero parere.
Come avrete sicuramente notato, ho sottolineato di proposito una parola: sincero.
A meno che voi non facciate parte della categoria “profili alla moda”, probabilmente avete aperto un profilo e/o un blog proprio per dar voce alla vostra esigenza di dire la propria.
È stata ed è ancora adesso una mia necessità ed è per questo che oggi mi state leggendo.
Ho aperto il profilo ed il blog proprio con l'idea di essere sempre sincera con me stessa e con chi mi circonda. Che senso avrebbe scrivere un articolo o una recensione meravigliosa di un libro che non mi è piaciuto? Che senso avrebbe sprecare parole su un argomento che non fa parte dei miei interessi?
Eppure la gente vi criticherà lo stesso quindi tanto vale non scoraggiarsi.
Il mio blog è stato protagonista di un attacco secondo cui, dopo aver detto la mia riguardo un libro e motivando come sempre le mie parole, non avevo capito molte cose del titolo in questione, secondo il quale ero una, cito letteralmente, “rovina sogni” e che affermava anche con convinzione che avrei dovuto cambiare metodo di giudizio e leggere solamente libri che avrebbero potuto essere di mio gusto.
All'inizio non è stato facile digerire queste parole ma dopo pochi minuti mi è stato facile farmi una grossa risata!
“Penso che una critica, se fatta con intelligenza ed educazione, sia molto più efficace e d'aiuto ad uno scrittore anziché mentire o mettere tutto a tacere”: è stata questa la mia risposta quando addirittura una casa editrice si è proposta di spedirmi dei libri a patto che un'eventuale recensione negativa rimanesse “tra me e loro” e continuo ancora a credere fermamente nelle mie parole, per questo ve ne faccio dono come consiglio supremo.
Siate sinceri, innanzitutto verso voi stessi! Fin quando seguirete la vostra morale, fin quando le vostre motivazioni saranno sincere e sentite, fidatevi che tutte quelle critiche vi scivoleranno addosso come acqua sporca!
Questo verrà sicuramente notato anche da chi (probabilmente attirati dallo “scandalo”) verrà a leggere ciò che avete scritto riguardo un certo titolo e, com'è accaduto a me, ammireranno la vostra sincerità e la vostra moralità di fronte a simili critiche o proposte.



 

I MIEI PROFILI PREFERITI:


Come vi avevo già anticipato, questo articolo sarà pieno di luci ed ombre.
Le seconde le abbiamo già elencate in abbondanza quindi è arrivato il momento di riportare un po' di calma e serenità elencandovi i miei profili bookstagram preferiti!
Saranno davvero una carrellata, siete pronti? Iniziamo!



 

1 - @_sunsetandbooks_

Come potevo non citarvi la mia compagna di avventure? Io e Francesca ci siamo conosciute per caso ma fin da subito ho notato in lei quella sincerità che vi ho citato così tante volte in questo articolo. Non ho mai temuto di essere criticata da parte sua, né nella vita né per quanto riguarda la nostra passione comune, e mi ha sempre fatto sentire a casa! 
Penso che abbia la scintilla giusta per dar vita ad un profilo meraviglioso! 





2 - @yumiscrive

Ormai la considero un'amica, la mia cara Samila. Quando mi sento giù guardo sempre le sue stories-disagio per farmi tornare il sorriso! È una persona davvero umana, piena di talento ma anche con diversi difetti che la rendono unica e meravigliosa! 
Per quanto riguarda la lettura, poi, so di potermi fidare per chiederle consiglio. È una persona talmente schietta che non dubiterei mai della sua parola! 
P.S.: il suo feed, ragazzi! 




3 - @acupofteaandagoodbook_

E qui c'è una conoscenza storica, ragazzi. Conosco Roberta sin dai tempi di “Twilight” e le prime pagine Facebook a riguardo e fin da subito ho apprezzato il suo immenso talento e la sua personalità gentile ed onesta. Amo le sue foto e penso che le basterebbe davvero solo un pizzico di autostima in più per spiccare su questa piattaforma! 





4 - @_perfa.addictedtobooks

Che dire, il suo profilo parla per lei! Se siete amanti dello sfondo bianco come me, non potete perdervi questo profilo meraviglioso e curatissimo. Giulia è giovane, appena vent'anni, ma ha, a mio parere, un immenso talento! Inoltre lei è un'altra delle cause per cui la mia wishlist si è ingigantita a questo modo! 





5 - @luna_lovebook

Francesca è una ragazza adorabile, con i suoi occhioni curiosi ed il suo profilo davvero magico! L'ho apprezzata fin da subito non solo per la qualità dei suoi post ma anche per la sua personalità. Guardo sempre con molto entusiasmo le sue stories perché è una persona che, a pelle, sembra possedere tutte le qualità per essere una buona amica! 
Graphic novel, fantasy, sci-fi, classici: il suo profilo è un caleidoscopio di generi ed è per questo che non potete assolutamente perdervelo!




6 - @ilariareads

Considero Ilaria l'eccezione che conferma la regola. Il suo profilo è molto “alla moda” ma non nel lato negativo del termine. Vedo una cura e una ricerca per quanto riguarda la scelta delle angolazioni, dei colori, ma non per nella scelta dei libri. Leggo spesso i suoi post e ascolto le sue stories con molto piacere proprio perché Ilaria mi dà l'impressione di essere una ragazza sincera, carinissima e con tantissime cose da comunicarci. 
Se non la conoscete, dovete assolutamente cercarla ed il vostro instagram sarà sicuramente un posto migliore! 



 

7 - @cami_e_i_suoi_libri

La libreria di Camilla. Devo dire altro? Ogni volta che mi capita sott'occhio un suo post, resto lì a fissare ed invidiare la meravigliosa scelta di titoli e di colori che la compongono. Trovo la sua idea di feed molto intelligente (proprio perché un lettore non potrà far a meno di invidiare tutto quel ben di Dio) ma allo stesso tempo molto pericolosa. Ogni volta mi chiedo come sia possibile non rendere, ad un certo punto, un feed del genere noioso o ripetitivo. 
Un grande applauso va quindi a Camilla e alla sua grande abilità! 



 

8 - @boyinlovewithbooks

Parliamo finalmente di un fanboy! Perché sì, su Instagram scoprirete che non sono poi così poi i lettori di sesso maschile appassionati, magari, anche al vostro genere preferito! 
Francesco è sicuramente uno di loro. Anche se lo conosco forse da meno tempo rispetto agli altri profili citati, mi sono sentita di inserirlo all'interno di questa lista sia per via della qualità delle sue foto, sempre in crescendo, sia per la sua personalità. La prima volta che ascoltai una sua diretta gli dissi che ascoltarlo mentre leggevo era un piacere perché era come sentirsi vicino un amico. 
Continuo a pensarla così tutt'oggi! 



9 - @books.and_cookies

Questo è forse uno dei primi profili che ho seguito qui su Instagram e, andando adesso a spulciare un po' tra i suoi post, non posso non notare il costante miglioramento delle sue foto. Ancora una volta mi appello a tutti gli amanti del bianco: questo account deve crescere, crescere, crescere perché merita davvero molto a mio parere! 




10 - @grace_theamazing

Grace è forse una delle figure più imponenti di bookstagram. Come lei stessa afferma, non fa altro che raccontare storie, distruggere miti ed aiutarci a crescere su Instagram. 
Il suo profilo, oltre ad essere molto organizzato e studiato, è quindi anche molto utile per tutti gli aspiranti bookstagrammer. Anch'io seguo spesso i suoi consigli e ho notato davvero un miglioramento! 
Inoltre amo quando parla della Russia. È un Paese che vorrei visitare fin da bambina!



 

11 - @reading.in.the.tardis

Ammetto che fin da subito sono stata attratta dal suo nickname ma, foto dopo foto, mi sono resa conto di amare il modo in cui questa ragazza gioca con gli oggetti, con le angolazioni, con le luci. 
È un profilo davvero interessante! 





12 - @giorgiadidomenico

Ancora una volta, volevo mostrarvi una delle librerie più belle di bookstagram Italia. Come per Camilla, voglio fare un grande applauso a Giorgia perché davvero non capisco come sia possibile avere un feed così semplice ma allo stesso tempo così bello e mai banale! 



13 - @beatriceinbookland

Adesso che mi sono decisa a leggere in inglese, Beatrice sarà sicuramente la ragione della mia povertà. Adoro il suo feed (non si è capito che mi piacciono i profili con un feed bianco, eh?) e trovo la scelta delle sue letture davvero interessanti! 




14 - @_kate.jackson_

È forse uno dei profili di cui salvo più foto! 
Apprezzo particolarmente il suo feed e, quando non so cosa postare, passo spesso sul suo account per rifarmi gli occhi e per farmi venire qualche idea. 
Amo quella luce così bassa nelle foto ed aspiro davvero ad avere anch'io un feed così bello! 




15 - @jessireads

E siamo arrivati anche all'ultimo ( ma non per importanza) meraviglioso profilo. Adoro le sue fotografie, il modo in cui ogni scatto si congiunge perfettamente all'altro anche quando cambia luce ed un colore diverso predomina rispetto a quello dello scatto precedente. 
Sono innamorata, poi, dei gadget (candele, funko pop, tazze) che mostra. 
Ammiro la sua organizzazione ed il suo feed così studiato! 




Ho deciso, poi, di spendere qualche parolina anche per i booktuber italiani.
Sono davvero felice di poter essere rappresentata da persone così genuine e quindi vi nomino qui giù anche i profili instagram (legati ovviamente ai loro canali su Youtube) che più seguo ed ammiro:




@leggoscattoviaggio

Ho conosciuto Andrea proprio su Instagram e ne sono davvero felicissima. 
È stato proprio il suo feed così curato a farmi scegliere di provare a seguirlo anche su Youtube. 
Non me ne sono mai pentita: Andrea è spontaneo, divertente, e amo il suo modo di approcciarsi alla lettura e a tutto ciò che un libro vuole donarci! È un profilo assolutamente imperdibile! 




@readingcansaveus

Giada è stata forse la prima booktuber che ho seguito. È una ragazza gentilissima, ha un cuore d'oro che non ha paura a mostrare quando racconta, con la delicatezza di una fiaba, le emozioni che un libro le ha donato. 
Apprezzo fortemente la sua umanità che mostra in ogni ogni video. Penso che questa sia una caratteristica rara ma molto importante! La gente lo nota se qualcun altro mette o meno il proprio cuore nel proprio lavoro e Giada questo lo fa di certo! 



@fangirlinlovewithbooks

Amo la spontaneità di Gabriella. Seguo con piacere le sue stories di Instagram e ovviamente anche ogni suo video su Youtube. Come avrò già detto per quanto riguarda altri profili, il mio interesse non riguarda solo le foto o i contenuti ma mi soffermo molto sulle personalità dietro alla macchina fotografica (o in questo caso la videocamera). Gabriella, così come tutti i booktuber che ho nominato oggi, mi dà tantissimo l'impressione di poter diventare una mia amica. 
Sento la mia anima molto affine a quella delle personalità citate in questo articolo. Sembrerò folle ma giuro che è così! 
Inoltre è stata proprio una sua recensione a farmi decidere di aprire un mio blog! 



@fairywithhobbitfeet

Quando vedo un video di Chantal, penso sempre al concetto di amicizia. Mi fa sorridere la sua spensieratezza, il modo in cui sclera per i particolari di un certo capitolo o per i personaggi di un libro. Mi ricorda molto le conversazioni con le mie amiche e quindi lascio sempre i suoi video con un enorme sorrisone sul viso. Non è una cosa da sottovalutare! 




@thefoxandhisbooks

Infine, vorrei consigliarvi un canale forse un po' meno conosciuto rispetto a quelli citati in precedenza ma che è in assoluto uno dei miei preferiti per quanto riguarda il mondo di booktube. Mirko ha questa dote innata di far sentire a proprio agio la gente perché parla in modo schietto, in modo sincero ed aperto. Mi è impossibile dubitare di una sua opinione, non ho mai pensato che gli piacesse un libro solo perché “di moda”. Apprezzo inoltre la sua scelta di approfondire nei video anche la sua passione per le serie tv. Sono sempre molto curiosa di sapere cosa ne penserà di un certo libro, film o serie ed attendo i suoi video dedicati alle nuove scoperte sempre con molta ansia! 



 




Ed eccoci qua, quindi, al momento dei ringraziamenti.
Ho aspettato di essere un po' più lucida, questa mattina, per trovare le parole adatte per ringraziarvi di questo anno che è stato sì faticoso ma anche ricco di gioia, di divertimento, di idee e iniziative.
Ma forse non esistono parole adatte, forse tutto ciò che dovrei dirvi è: grazie. 
Grazie perché mi avete accolta nella vostra community senza chiedere niente in cambio.
Grazie perché mi avete dato consigli, mi avete fatta sentire parte di voi come una seconda famiglia.
Grazie perché, nonostante non ve l'avessi chiesto, mi avete difesa dalle critiche e mi avete appoggiata quando le cose sembravano mettersi per il peggio.
Grazie per le vostre parole, per i vostri commenti o anche per i più semplici “buongiorno” o “buon compleanno” oppure “come stai?” che per me valgono più di ogni altra cosa.
Grazie per gli inviti ai tag, per avermi nominata nelle vostre stories, per avermi fatta sentire come se il mio account valesse davvero qualcosa in più di una mia semplice opinione.
E grazie, infine, per avermi fatto comprendere che la sincerità ripaga sempre ed ora, proprio grazie ad essa, mi sento parte di una grande ohana.
Mi auguro davvero di andare avanti con questo mio progetto, di poter migliorare e finire, un giorno, tra gli account nominati da un'altra bookstagrammer che, un po' come me, si è sentita di ringraziare qualcuno per questo suo giorno di festa.
Spero davvero che questo articolo vi sia piaciuto, che vi abbia fatto riflettere e che vi sia stato d'aiuto. A me ha aiutato davvero tanto e adesso mi sento molto più libera e più carica, pronta ad andare avanti in questa meravigliosa avventura.
Se siete arrivati fin qui, meritate davvero una medaglia ma io non posso far altro che offrirvi un super abbraccio carico di tutto il mio affetto!
Vi ringrazio ancora e vi auguro una buona domenica e tante letture speciali!

- Emme 


martedì 19 giugno 2018

Recensione "Il canto del ribelle"



Buongiorno lettori!
La recensione di oggi è dedicata a tutti gli amanti del mondo Marvel (di cui io sono una new entry) e, soprattutto, ai fan di un determinato personaggio: Loki! 💚
Il libro che andremo ad analizzare oggi, infatti, potrebbe essere facilmente definito il suo “Vangelo”, una serie di avventure, ed in special modo disavventure, che hanno reso celebre il volto del demone nella mitologia norrena.
Se amate il suo personaggio, quindi, non potete farvi sfuggire “Il canto del ribelle” di Joanne Harris
di cui vi lascio la scheda informazioni:



Titolo: Il canto del ribelle  
Autrice: Joanne Harris
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16,90
Edizione: Rigida
Anno di pubblicazione: 2015
Numero di pagine: 317








Loki proviene dal Caos, nato da una stirpe di demoni che vive senza una vera e propria forma.
Il suo più grande difetto, la curiosità, lo porterà, però, ad essere ingannato da Odino e a prendere forma umana: convinto della protezione del padre degli dei, Loki lascerà il Caos per dirigersi ad Asgard, la città dorata, dove vivono uomini e donne che si sono proclamati dei.
Malgrado il patto che li ha resi come fratelli, il giovane dio del fuoco non è visto positivamente dai suoi nuovi compagni: tutti diffidano del suo fascino, della sua intelligenza, del suo essere ingannatore e per questo del tutto fuori controllo.
Ma arriverà il momento del riscatto: una nuova profezia, infatti, ha proclamato la fine di Asgard e dell'era degli dei.
Solo l'astuto Loki potrà risolvere la situazione oppure riportare ogni cosa nel Caos.




“In fondo, le parole sono quanto rimane quando tutte le azioni sono state compiute. Le parole possono distruggere la fede, dare inizio a una guerra, cambiare il corso della storia. Un racconto può far battere più forte il cuore, far crollare muri, scalare montagne -ehi, una storia può addirittura resuscitare i morti. Ed è per questo che il Re delle Storie ha finito per essere il Re degli dei: perché solo l'ampiezza di una pagina separa lo scrivere la storia dal fare la storia”.






Posso dire che mi aspettavo un libro diverso.
Pensavo mi sarei ritrovata di fronte ad una narrazione classica: inizio, svolgimento, problematica, risoluzione del problema ed un finale.
Credetemi se vi dico che è difficile spiegare cosa intendo!
Vi farò un esempio: Loki viene intercettato da Odino, prende forma umana, e in una prima parte del racconto inizia a conoscere (e a farci conoscere) quel nuovo mondo e i suoi membri d'élite. C'è però una problematica, una profezia, ed in una seconda parte del racconto Loki cerca una soluzione al problema.
Questo è ciò che mi aspettavo.
Quello che mi sono ritrovata a leggere, invece, è stata una serie di massime regalateci dal nostro narratore (ovvero Loki) alle quali sono legate diverse disavventure avvenute durante la sua permanenza ad Asgard.
Ho apprezzato la scelta dell'autrice di utilizzare il protagonista come narratore onnisciente, che conosce già il proseguire degli eventi e che ce li racconta e commenta dal suo punto di vista.
Allo stesso modo, credo che l'autrice sia stata fenomenale nel riprendere le diverse leggende nordiche mettendole quasi in chiave comica (grazie ai commenti del nostro narratore) senza però cadere nel ridicolo.
Spesso l'influenza degli autore risulta evidente all'interno di un racconto (ideologie, ricordi, passioni si rispecchiano sul modo di scrivere e di rapportarsi alla storia) ma la Harris è stata molto brava ad eliminare sé stessa dalla narrazione e lasciare pieno spazio a Loki in tutta la sua follia.
Anche se da una parte il non realizzarsi delle mie aspettative mi ha destabilizzato (quella de “Il canto del ribelle” non è un tipo di narrazione che apprezzo particolarmente perché mi dà l'impressione di non seguire appieno la trama) dall'altra ho trovato questi aneddoti davvero troppo simpatici e la lettura del romanzo è proseguita in maniera rapida e piacevole.
Anche se i rapporti con Loki non erano dei migliori, mi sono piaciuti anche le scene che il protagonista-narratore condivideva con le altre divinità; queste ultime sono state fondamentali per conoscere e capire al meglio i diversi aspetti caratteriali degli dei.
Detto ciò, mi sono sentita di lasciare a “Il canto del ribelle” un voto finale di 3,5/5 ⭐.
Probabilmente se avesse seguito il genere di narrazione di cui vi parlavo precedentemente il voto sarebbe stato molto più alto!
In ogni caso, però, mi sento di consigliare questo libro agli amanti della Marvel (e specialmente ai fan di questo villain tutto particolare!) ma anche ai fan di "Percy Jackson". Questo libro mi ha ricordato molto l'ironia e l'intelligenza di Riordan!



Grafica: 5/5 ⭐. Questa edizione rigida è letteralmente stupenda. Meravigliosa la copertina e anche la suddivisione interna dei capitoli e delle parti. Bel lavoro!
Prezzo: 3,5/5 ⭐. Va bene che è un'edizione rigida ma trovo ugualmente il prezzo un po' alto rispetto alle pagine del libro. Gli ho dato la sufficienza giusto per supportare anche il meraviglioso lavoro grafico dietro.
Traduzione: 5/5 ⭐. Impeccabile!




Break News: ho appena scoperto che “Il canto del ribelle” è il prequel della “Runemarks series” composta da “Le parole segrete” e “Le parole di luce”. Il libro di cui vi ho parlato in questa recensione, però, è presentato come uno stand-alone e quindi è possibile leggerlo senza aver prima letto gli altri due libri di questa serie.








E tutto qua! ☀️
Spero che la recensione vi sia piaciuta e che vi abbia incuriosito!
Se avete letto “Il canto del ribelle” o la saga da cui l'idea è nata fatemi sapere.
Vale la pena leggerla?
In ogni caso, pensavo di creare un ~Vi consiglio un libro~ legato al mondo Marvel.
Vi piacerebbe come idea?
Vi auguro un buon proseguimento di giornata e tante meravigliose letture!

domenica 17 giugno 2018

Recensione di "Al risveglio"


Buonasera lettori 👽
Questa sera da noi in Molise piove, fa freddo e l'aria è perfetta per una tazza di tè ed un paio di racconti da brivido!
Non a caso, questa sera vorrei recensirvi e consigliarvi una raccolta di racconti tutta italiana: si tratta di “Al risveglio” di Edoardo Luigi Giana, contenente nove racconti sul tema del risveglio.
Sono un po' in ritardo e chiedo scusa all'autore e alla casa editrice (la Giovane Holden Edizioni che è stata così gentile da inviarmi una copia) ma ho avuto davvero poco tempo, tra una lettura e l'altra, per dedicarmi alle recensioni.
Quindi bando alle ciance e vi lascio immediatamente alla scheda informazioni:



Titolo: Al risveglio
Autore: Edoardo Luigi Giana
Casa editrice: Giovane Holden Edizioni
Prezzo: 14,00  Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2018
Numero di pagine: 106










Al risveglio” è una raccolta tutta italiana di nove racconti horror dove a farla da padrona, però, sono miti e leggende di tutto il mondo: non-morti, entità ultraterrene, vampiri, oggetti non più così inanimati, e, più in generale, le paure, i rimpianti che prendono forma, diventano i mostri della nostra infanzia e sgusciano fuori dal letto per tormentarci.
Legati dalla tematica del risveglio, i nove racconti ci trascinano in una dimensione che sta tra la realtà ed il delirio e dove i mostri non sono sempre come ce li aspettiamo.



“Guardava a destra, verso la piazza, nella direzione in cui i bambini barcollavano. Mi voltai. Piano piano, tutte le teste adulte che se ne stavano paralizzate sui marciapiedi fecero lo stesso. Gelai. Fin nelle ossa.”





Premetto con il dire che è molto difficile, per me, recensire questa raccolta.
Non per il contenuto in sé, anzi, ma non so ancora bene come strutturarla.
Penso che questa sia la primissima volta che recensisco un libro del genere e quindi vi chiedo perdono se non sarà perfetto come invece vorrei che fosse.
Ma partiamo dalle basi: mi è piaciuto questo libro?
La risposta è un gigantesco sì!
Ho apprezzato lo stile dell'autore, coinciso e diretto nei dialoghi quanto nelle descrizioni.
A volte si pensa che servano pagine e pagine per far entrare il lettore nel pieno dell'azione ma trovo che questo sia un concetto errato ed anche un po' stupido: ad Edoardo Luigi Giana, ad esempio, sono bastate pochissime parole per farmi entrare nei diversi scenari di cui ha voluto rendermi partecipe; pur con pochissime righe, infatti, non mi è stato difficile udire la stessa musica udita dai bambini del primo racconto, non mi è stato difficile immaginare i dolori di un parto o l'angoscia di tanti piccoli occhietti vitrei che mi circondavano.
Allo stesso modo, però, il suo essere conciso mi ha lasciato anche un senso di sconforto: credo di non essere una lettrice adatta per i racconti brevi essenzialmente perché non riesco ad accontentarmi. Voglio sapere di più, voglio conoscere per filo e per segno i personaggi, le loro storie, le loro vite, i loro sogni. Entrare così nelle loro disavventure, di soppiatto e all'improvviso, mi ha lasciato un non so che di sospeso tra me ed i personaggi.
È stata una sensazione continua e allo stesso tempo momentanea: anche se quel pensiero mi tormentava ad ogni racconto, la bravura dell'autore faceva sì che mi dimenticassi del tutto il motivo dei miei dubbi, del mio sconforto.
Dopo poche pagine ero semplicemente troppo presa per pensarci ancora!
Questo libro mi è piaciuto perché fa essenzialmente quello per cui è nato: inquieta.
Alcuni racconti mi sono piaciuti più di altri (e successivamente troverete la lista completa con i miei voti) ma complessivamente ho trovato l'intera raccolta molto bella!
Mi pento un po' di averla letta tutta durante una notte perché sarebbe stata un'ottima compagnia, magari, tra un libro ed un altro. Sono un'amante del brivido e, se lo siete anche voi, saprete che è difficile trovare qualcosa che sia davvero inquietante, che ci tenga svegli durante la notte.
Giana è stato molto bravo in questo e a lui vanno tutti i miei complimenti!
Come voto finale alla sua raccolta ho dato ben 4/5 ⭐, e spero vivamente che ci riproponga altri racconti di questo genere in futuro!



Grafica: 5/5 ⭐. Io sono una fan delle belle copertine. Ammetto di avere il brutto vizio di essere colpita essenzialmente dai libri con una bella cover (se ho più scelte per quanto riguarda un edizione, non comprerò mai un libro con una brutta copertina anche se la trama dovesse ispirarmi tantissimo) e così è stato anche con “Al risveglio”. Ho il terrore delle bambole di porcellana e quella fotografata per questa raccolta mi metteva davvero i brividi! Ho apprezzato anche la divisione interna dei racconti, molto classica, e la scelta di aggiungere un indice alla fine del libro.
Prezzo: 4/5 ⭐. Quattordici euro non sono tantissimi ma secondo me, essendo solo cento pagine e in un'edizione flessibile, il prezzo poteva essere abbassato ancora un pochetto!




E anche questa recensione è finita!
Non ho osato dir di più per paura di farvi spoiler ma spero davvero che questa recensione vi abbia incuriositi. Se siete amanti degli horror, delle creepy pasta e di tutto ciò che è spaventoso, questa raccolta fa davvero al caso vostro!
Sarebbe stata perfetta per la #HorrorWeek dell'anno scorso ma meglio tardi che mai, no?
Ci tengo inoltre a ringraziare ancora una volta la casa editrice per avermi inviato questa raccolta e faccio tanti cari auguri all'autore, Luigi, per questa sua prima pubblicazione.
Tutti abbiamo dei sogni ma non è da tutti avere il coraggio e l'abilità di renderli realtà!
Detto ciò, vi auguro un buon proseguimento di serata e tante buone letture, però voi non fermatevi qui e scendete ancora un po': più in basso vi lascerò i miei voti singoli per ogni racconto!
Adios!



La culla: 5/5 ⭐.
Algor mortis: 2/5 ⭐
Partenogenesi: 3/5 ⭐
Felici: 4/5 ⭐
Bambole: 5/5⭐
Il canto della sirena: 2,5/5 ⭐
Il cimitero meccanico: 2/5 ⭐
Allo scartare dei doni: 5/5 ⭐
Nani da giardino: 5/5⭐


mercoledì 13 giugno 2018

NON UCCIDETEMI | Recensione di "Chiamami col tuo nome"


Buongiorno lettori! (voce fuori campo: ed invece era quasi mezzanotte...)
Non so quando leggerete questa recensione ma nel mio tempo siamo al dodici giugno alle 12:32 ed io sono terrorizzata. Si sa, il fandom è un posto oscuro e pieno di terrori ed anche solo una crepa nel loro mondo perfetto può provocare una crisi a livello mondiale.
Ecco, quella crepa è proprio la mia recensione.
Quindi avviso da subito il gentile pubblico che se siete solo dei criticoni potete anche andar subito via dal mio blog. Essendo libera di leggere, pensare e scrivere ciò che voglio, mi prendo anche la libertà di criticare ciò che non mi piace. In fondo il blog esiste anche per questo.
Potremmo quindi definire questa recensione come “i vari motivi per cui ho odiato “Chiamami col tuo nome” di André Aciman”.
Se avete qualche dubbio riguardo a questo romanzo, se non sapete se leggerlo o meno, io vi consiglio di proseguire nella lettura di ciò che scriverò da qui in avanti.
Come sempre, la mia sarà una recensione NO SPOILER in modo da potervi fare un'idea piuttosto chiara senza rovinarvi, in un futuro probabile, il piacere della lettura.
Ma iniziamo con la scheda informazioni:



Titolo: Chiamami col tuo nome
Autrice: André Aciman
Casa editrice: Ugo Guanda editore
Prezzo: 17,00
Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2018
Numero di pagine: 271















Figlio di un brillante professore universitario, Elio, diciassette anni, è costretto a seguire ogni estate la sua famiglia nella meravigliosa villa nel Ponente ligure.
Ogni estate, i suoi genitori ospitano scrittori di ogni età in modo che questi ultimi si facciano conoscere ed apprezzare dal grande pubblico, continuando a lavorare sulla stesura e la pubblicazione delle proprie opere.
E sarà proprio durante una di queste visite che Elio farà la conoscenza di Oliver, disinvolto, sfacciato, americano ed assolutamente irresistibile.
Attraverso uno scambio di battute, commenti ed occhiate, tra i due nascerà un'insolita relazione fatta di passione e possessività ma anche di ingenuità e paure.
Chiamami col tuo nome” è una storia di un estate infinita e al tempo stesso troppo breve, di un amore profondo che, malgrado la sua purezza, si tinge di ossessione.



“Adesso, nell'attimo di silenzio, lo fissai anch'io, non per sfidarlo, nemmeno per dimostrargli che non ero più timido, ma per arrendermi, per dirgli questo sono io, questo sei tu, è questo che voglio, tra di noi non c'è altro che verità, e dove c'è verità non ci sono barriere.”








Allora, da cosa iniziare... Mi sembra così difficile!
Forse dovrei iniziare con il dire che “Chiamami col tuo nome” non è affatto scritto male, anzi.
Aciman ha uno stile denso, coinvolgente, e sa spaziare molto bene in campi come il cinema, la musica, l'editoria etc. , il che dimostra la sua ampia cultura a riguardo.
Sono state alcune sue scelte, però, a farmi storcere il naso.
La prima cosa che ho notato è stata la mia quasi totale incapacità di legarmi ai personaggi.
Ciò è successo principalmente per due motivi: la prima è stata la scelta dell'autore di narrare gli avvenimenti dal punto di vista di un Elio vent'anni più vecchio. Questo ha provocato in me un distacco perché m'impediva di rispecchiarmi completamente nel sentimento provato dal giovane protagonista che, attraverso quel tipo di narrazione, non era più così puro ma si tingeva, invece, di rimpianti e riflessioni che non sono affatto tipici di noi adolescenti.
La seconda motivazione si basa principalmente su un contrasto di personalità: non sopportavo né Elio (viziato, ossessivo e a volte persino infantile) né tanto meno l'acclamato Oliver (che vedevo, invece, semplicemente confuso a livello mentale).
Rimanevo scioccata dalle affermazione del protagonista, il quale avrebbe preferito ucciderlo con le sue stesse mani anziché non poterlo avere ed odiavo il cambiamento di personalità del suo interesse romantico ogni volta che si cambiava (letteralmente) il costume da bagno.
Molti di voi, persino alcuni miei amici, mi dicevano che era normale, che tutto mi sarebbe piaciuto ancora di più una volta arrivati alla famosissima “scena della pesca”.
Ragazzi.
Ma siete seri? Voi non state bene.
NO. NO. NO.

Sono arrivata alla scena e, mi dispiace ammetterlo, l'ho trovata rivoltante.
Spero di non offendere davvero nessuno perché non ho alcun pregiudizio nei confronti delle persone omosessuali, anzi. Non è stato neanche il loro rapporto a disgustarmi ma proprio quello che hanno fatto a quella povera pesca innocente, credetemi se vi dico che mi ha davvero nauseata!
Dall'altra parte, però, questa scena mi ha fatto apprezzare le descrizioni di Aciman, vivide e pulsanti. Non ce ne sono molti con questa abilità, fate attenzione!
Questo, però, non è bastato per farmi cambiare idea riguardo “Chiamami col tuo nome”.
Ho apprezzato davvero pochi dettagli o, più in generale, scene del romanzo e se non fosse stato per lo stile dell'autore forse non sarei riuscita a dargli neppure 2/5 🌟 che è stato, poi, l'unico voto che mi sono sentita di lasciargli.



Grafica: 3/5 🌟. Copertina molto semplice (ed è una cosa che apprezzo particolarmente!) ed anche la grandezza del testo era perfetta. Unica pecca (e, questa, invece, è una cosa che proprio non riesco a tollerare) è stata, però, la mancanza dei capitoli. Il libro è semplicemente diviso in parti. Ditemi che non solo l'unica ad avere l'ossessione dei capitoli!
Prezzo: 2,5/5 🌟. Penso che, dato il numero delle pagine e l'edizione flessibile, diciassette euro siano un po' troppi.
Traduzione: 5/5 🌟. Perfetta!




Ed eccoci qua.
La recensione è finita e non mi è ancora caduto nessun fulmine in testa, miracolo!
Premetto che non voglio offese sul mio blog ma, se volete o lo ritenete necessario, io sarò ben contenta di sapere la vostra riguardo “Chiamami col tuo nome”.
È un libro che è piaciuto a moltissimi (a molti sinceramente mentre ad altri, e ne sono certa, solamente per fama. Sfortunatamente esistono anche questo tipo di lettori in giro!) e sarei curiosa di sapere cosa vi ha tanto appassionati a questa lettura.
Che sia una chiacchierata ordinata e gentile, vi prego!
Intanto, vi lascio i miei saluti e vi auguro tante buone letture!

lunedì 4 giugno 2018

Rispondo al [ MY WORLD AWARD 2018 ]





E ribuonasera a voi, lettori!
Come vi avevo già anticipato sull'account instagram (se non mi seguite sono @365_livesofbooks), oggi ho avuto un po' di tempo per me che ho deciso di dedicare interamente al blog.
Se non l'avete ancora vista, infatti, è uscita da pochissimo la recensione di “Ti ho trovato fra le stelle” di Francesca Zappia che aspettava di esser scritta addirittura da aprile (shame on me, lo so)!
Come secondo post, per oggi, ho deciso di rispondere al tag della gentilissima Yashila del blog la collezionista di parole su cui vi invito con molto piacere a passare!
Il tag in questione è molto simile, come tipologia, ad un altro a cui avevo già risposto tempo fa (il "blogger recognition tag") ma adoro il concetto di fondo su cui si basa, ovvero quello di far conoscere a più persone possibili i blogger che più seguiamo e che, quindi, riteniamo più meritevoli, ed ho per questo deciso di rispondere anche al “my world award 2018”.





Come potrete vedere, le regole sono poche e semplici: 


1) Seguire e taggare il blog che ti ha nominato.
2) Rispondere alle sue 10 domande.
3) Nominare a tua volta 10 blogger.
4) Formulare altre 10 domande per i tuoi blogger nominati (le domande possono essere su vita privata, viaggi, cinema, estetica, musica, serie tv, libri e cibo).
5) Informare i tuoi blogger della nomination.




Yashila mi ha chiesto: 

1. Qual è la tua serie TV preferita? 
La mia serie tv preferita in assoluto è Jessica Jones: anche se non mi reputo un appassionata di supereroi, ho adorato invece l'atmosfera noir, l'uso dei colori ed in generale la fotografia e (oltre alla bravura degli attori) ho apprezzato particolarmente il modo in cui sono stati discussi temi importanti quali: la violenza (fisica e mentale) sulle donne, il disturbo post traumatico e quello, forse più importante, di rifarsi una vita al di là della vergogna.

2. I cinque libri che vorresti leggere nel prossimo futuro? 
I primissimi libri che mi vengono in mente sono: “Fidanzati dell'inverno”, “Absence- l'altro volto del cielo”, "Fahrenheit 451", "Il giardino segreto" e, per una collaborazione, “Ho deciso che devi morire” che affronta, per l'appunto, il tema della violenza femminile che mi sta particolarmente a cuore. Qual è l'ultima città che hai visitato?


3. L'ultima città che ho visitato. 
 Mmh... Fuori dal mio paese (e in generale dalla regione Molise) è stata Corridonia in visita ai miei zii per il 1° maggio. Come turista vera e propria credo, però, sia giusto citare Firenze (un abbraccione al ristretto e meraviglioso Gruppo Vacanze Campania-Molise. Siete le coinquiline della vita!)


4. Quale quella che più vorresti vedere in questo momento? 
Vorrei viaggiare ed andare in un posto in cui non sono mai stata: Mosca oppure qualsiasi cittadina della Russia andrebbe bene!


5. Il tuo mondo immaginario preferito. 
Non saprei dire con precisione. Sono rimasta davvero incantata dalle diverse Londra (in particolare Londra Rossa) visitate da mastro Kell in “Magic”. L'abilità dell'autrice mi ha reso possibile amare una città che, dal vivo, non mi aveva fatto impazzire più di tanto e che adesso vorrei davvero rivedere!


6. Cibo preferito? 
Vorrei dire pizza ma, parliamoci chiaro, io senza la pasta (qualsiasi essa sia) non vivo. La mia pasta preferita tra tutte è, però, la lasagna bianca con besciamelle e spinaci! Mmh, una delizia!


7. Come ti vedi tra dieci anni?
Temo davvero molto il futuro. Qualche giorno fa, parlando con una mia amica, discutevamo sul nostro terrore di rimanere bloccati in Molise. Io amo la mia regione, penso che abbia molto da offrire (soprattutto in ambito alimentare e, in generale, turistico) ma che non sia valorizzato nel modo giusto. Soprattutto per noi giovani, infatti, è difficile trovare il modo per emergere.
Alla fine della discussione, io e la mia amica abbiamo deciso che, nel giro di un anno, vorremmo provare a trasferirci insieme in qualche città del Nord Italia e successivamente, se ne avremo la possibilità economica, vorremmo provare persino all'estero.
In ambito lavorativo non saprei; spero di riuscire a realizzare il mio sogno di una vita ovvero quello di pubblicare il romanzo su cui sto lavorando fin dalle medie!


8. Se potessi adottare tre personaggi provenienti da libri, serie tv o film quali sarebbero?
Semplice come bere un bicchiere d'acqua: Sam Roth (dal libro “Shiver”), Gabriel (dalla trilogia di “Half Bad”) ed infine Lincoln Campbell (dalla serie tv “Agents of S.H.I.E.L.D.").


9. Associa alla tua canzone preferita del momento un libro.
Questa è un po' più difficile ma interessante. La mia canzone preferita è “Stop crying your heart out” degli Oasis.
.
.
Tutti noi siamo stelle
stiamo sbiadendo
cerca solo di non preoccuparti
un giorno ci vedrai
prendi solo quello che ti serve
e continua per la tua strada

.
.
Questa frase in particolare, anche se non so bene il perché, mi ha fatto pensare a “Sopravvivere coi lupi”.


10. I tre film più belli che hai visto per ora quest'anno.
Quest'anno non ho visto tantissimi film, ad essere sincera, ma se devo proprio fare una top 3 devo includere per forza:
1. Coco
2. Deadpool 2
3. Troy (sarà stata la prima volta che l'ho visto tutto per davvero)




I blog nominati:


Lacrima d'inchiostro
A cup of tea and a good book
Reading in the T.A.R.D.I.S
Un mondo sottosopra
Le mille vite di un lettore
Luna Lovebooks
I miei libri sono me
Book therapy
Book addicted
Persa in un libro




Le mie domande:


1. Partiamo con qualcosa di semplice: qual è il tuo libro preferito?
2. Un libro che ti ha fatto ragionare sulla tua persona.
3. La tua citazione preferita?
4. Hai tatuaggi?
5. Leggi mai libri “non adatti” alla tua età (es. hai vent'anni e leggi libri per bambini)?
6. Se potessi essere il/la protagonista di un libro fantasy: quale sarebbe il tuo nome?
7. Passato, presente e futuro: tre libri che rappresentano questi tre periodi temporali.
8. Bacia, sposa, uccidi: scegli tre personaggi (libri, serie o film).
9. Il tuo film preferito basato su un libro?
10. Chiameresti mai tuo figlio con il nome di un personaggio libresco? Se sì, come?






E quindi pare proprio che io ce l'abbia fatta, alla fine!
Riuscirò ad avvisare tutte le personcine che ho taggato poco fa?
Mi metto immediatamente all'opera!
Spero di cuore che le mie risposte vi siano piaciute.
Se vi va, scrivetemi qui giù nei commenti quali sarebbero state le vostre risposte!
Vi auguro un buon proseguimento di serata!








Recensione di "Ti ho trovato fra le stelle"



Buonsalve lettori!
Eccomi tornata con una nuova (e molto arretrata) recensione che risale addirittura ad aprile 😱
Mi era passato per la mente di lasciarvi una recensione “pillola” del libro di cui vi sto per parlare ma quest'ultimo mi è piaciuto talmente tanto che mi sembrerebbe offensivo per me stessa non parlarvene come si deve.
Il libro in questione è “Ti ho trovato fra le stelle” di Francesca Zappia.
Beccatevi la scheda informazioni:



Titolo: Ti ho trovato fra le stelle
Autrice: Francesca Zappia
Casa editrice: Giunti editore
Prezzo: 12,00                                                                

Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2018
Numero di pagine: 348














Eliza Mirk ha una doppia vita di cui solo pochi sono a conoscenza: se di giorno è una timida studentessa dai vestiti così larghi da nasconderla dalla vista altrui, di pomeriggio, una volta tornata dalle lezioni, si trasforma invece nella leggendaria Lady Constellation, autrice anonima di una famosa webcomic intitolata “Mare di mostri”.
Il disegno è diventato, però, la sua tana del Bianconiglio: la sua vita reale è quella della web comunity, dove poter parlare della sua storia e commentare insieme ai fan la serie tv “Dog Days”.
Eliza Mirk, la studentessa senza amici e dai vestiti slargati, non è nient'altro che un involucro, un bozzolo.
Fin quando, un giorno, la ragazza farà la conoscenza di Wallace, un nuovo compagno di classe, che fa fatica a parlare in pubblico e che ama follemente la sua web comic di cui sta scrivendo addirittura una fanfiction.
Eliza potrebbe rivelargli la sua vera identità ma esita.
Sarà questo il primo passo per scoprire che, in fondo, anche la vita fuori dal web vale la pena di essere vissuta.



“Un po' come la vita, quello che dà significato alla storia è il fatto che finisca. Le nostre storie hanno una vita a sé e sta a noi riempirle di significato”










Mi sembra giusto avvisarvi che, se non fosse stato tradotto in italiano, avrei acquistato “Eliza and her monsters” persino in inglese (anche se non sono molto portata alla lettura di libri in lingua) perché sentivo una forte, fortissima, affinità con la protagonista.
Ho acquistato il libro non appena è uscito nelle librerie italiane e, dopo essere rimasta traumatizzata dalla mia parabatai la quale temeva che non mi sarebbe affatto piaciuto malgrado lei lo avesse adorato, ho deciso di leggerlo il prima possibile.
Non posso che dire di aver preso la giusta decisione: nonostante non abbia apprezzato particolarmente il personaggio di Eliza (in special modo nei confronti della sua famiglia), ho adorato, invece, tutti gli altri personaggi che caratterizzavano la sua vita.
Come tutte, credo, ho avuto un debole per Wallace la cui tenerezza mi sembrava inconsciamente ingiusta perché sapevo che, in un modo o nell'altro, lo avrebbe fatto soffrire. Ho adorato gli amici del web di Eliza ed in special modo quelle due pesti dei suoi fratellini, uno più simpatico dell'altro!
Penso che tutti questi personaggi, inclusa la protagonista, siano stati descritti meravigliosamente e, soprattutto, trovo che l'autrice non abbia perso l'occasione per descrivere con minuzia di dettagli tutte le circostanze e le situazioni che, in modo o nell'altro, hanno portato dei cambianti (positivi o negativi che siano) all'interno dei cuori e delle menti di tutti, protagonisti ma anche figure secondarie.
Mi sono rivista molto nel mondo descritto da Francesca Zappia, nella curiosità e nell'innocenza di cercare, scoprire e trovare qualsiasi cosa possa essere legato al mio libro, film o serie tv preferita.
Mi ha ricordato molto la me stessa di qualche anno fa, soprattutto nel periodo “Twilight” o “The vampire diaries” quando cercare foto, video e creare pagine su Facebook era molto più importante che studiare, mangiare o vivere in generale.
Trovo molto bello il modo in cui l'autrice ha discusso il mondo delle amicizie a distanza: Eliza, come molti di noi, si è sentita ripetere più volte che un amico a centinaia di chilometri da noi non può essere considerato tale o che, peggio ancora, dovrebbe essere considerato “meno importante” rispetto a chi possiamo vedere quotidianamente.
Aggiungo una mia esperienza a quello che è stato il parere della Zappia, con la quale mi trovo perfettamente d'accordo: è da quando facevo l'asilo che sono amica di una ragazza che abita a Riccione (ben 395, 3 km da dove vivo) e, nonostante la distanza, le avversità e le differenze, siamo riuscite a mantenere un rapporto meraviglioso e continuiamo ad essere e a viverci come se fossimo sorelle. Ci sentiamo tutti i giorni, anche solo per dirci “Buon giorno” o “Come stai?”, faremmo di tutto per far star bene l'altra e spesso facciamo i salti mortali per incontrarci anche solo per pochi giorni.
E quindi si, cari amici e amiche che non credete possibile una cosa del genere: l'amicizia a distanza esiste anche se è faticosa e a volte dolorosa. E posso dirvi che abbracciare la mia amica dopo mesi di distanza è circa la cosa più bella di questo mondo.
Ma torniamo a noi: un altro aspetto che ho apprezzato all'interno di “Ti ho trovato fra le stelle” è questa congiunzione perfetta, affatto invadente o confusionaria, di narrazione dei fatti, graphic novel e fanfiction.
Oltre alle illustrazioni meravigliose, ho trovato davvero utili le scene che raccontavano “Mare dei mostri” perché spesso sono state necessarie per comprendere al 100% ciò che frullava nella mente della nostra complicata protagonista.
Un punto a favore devo darlo anche ai dialoghi che, in un mondo fatto di voci, mail e fanfiction, non sono mai arrivati a confondersi e a rovinarsi a vicenda.
Detto ciò, anche se vi stupirò tutti, il mio voto finale è quello di 4,5/5 anche se sono stata tentata fino all'ultimo di dargli un voto pieno (sarà stata l'iniziale antipatia che ho provato nei confronti della protagonista ma non me la sono sentita).



Grafica: 5/5 . La copertina esterna, le illustrazioni intenre così come le mail e la fanfiction, hanno trovato un connubio perfetto all'interno di questo romanzo. Quando si mette così tanta carne al fuoco, si rischia di creare un “mappazzone” ma la Giunti si è davvero superata questa volta!
Prezzo: 5/5 . È raro trovare un libro così ben lavorato, nell'estetica e nella traduzione, ad un prezzo così basso. Ottimo lavoro!
Traduzione: 5/5 . Impeccabile!




Questo libro è piaciuto davvero a tutti tutti tutti?
Questo è stato il mio parere ma sarei ben felice di sapere anche il vostro.
Voi avete apprezzato il personaggio di Eliza? Come vi sareste comportati al suo posto?
Io spero davvero che siate rimasti incuriositi dalla mia recensione e che deciderete di dare un'opportunità a questo romanzo, qualsiasi sia la vostra età o la vostra preferenza di genere.
Inoltre, mi piacerebbe davvero vedere altri romanzi della Zappia venire tradotti in italiano e chiederei, se potessi, all'autrice di creare anche un libro su “Mare dei mostri” (sulle orme di “Carry on”) perché mi ha incuriosita terribilmente!
La recensione si conclude qui.
Vi auguro un buon proseguimento di serata e tante meravigliose letture! 🤩

domenica 3 giugno 2018

~Vi consiglio un libro in base alle mie serie tv preferite ~


Buonasera a tutti voi, lettori!
Tenterò di non perdermi troppo nelle classiche scuse sul fatto che sono sparita.
Se mi seguite su instagram (@365_livesofbooks) probabilmente saprete già tutto e quindi bando alle ciance ed iniziamo con questo nuovo articolo!
È da tanto che non vi consiglio delle letture e per questo ho deciso di ritornare proprio con un ~Vi consiglio un libro ~ che è una tipologia di post che mi piace tanto e che seguo spesso anche su altri blog e profili!
Oltre ad essere una lettrice, sono una divoratrice seriale di serie tv di vario genere: fantasy, polizieschi, gialli, famigliari e così via. SONO UNA FISSATA.
Prima di iniziare con i miei consigli, vi chiedo di scrivermi nei commenti le vostre serie tv preferite. Magari potrei trovare qualcosa di nuovo e di interessante!
INIZIAMO!




Jessica Jones 
(Un personaggio femminile forte ed indipendente) 


Trama: L'ex supereroina Jessica Jones soffre di disturbo post-traumatico da stress in seguito a un grave trauma e alla tragica conclusione della sua carriera. Nel tentativo di cominciare una nuova vita, Jessica apre un'agenzia investigativa a New York, la Alias Investigations, dove affronta casi che coinvolgono persone dotate di poteri speciali. Ma, molto presto, l'eroina danneggiata si ritrova a fare i conti con il ritorno della sua nemesi, Kilgrave, un individuo che si aggira nell'ombra e ha il potere di controllare le menti.
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Solitamente, come lettrice, preferisco leggere libri con protagonisti maschili. Li trovo caratterizzati molto meglio rispetto ai personaggi femminili che sono spesso bloccati nei classici stereotipi (la reginetta della classe caduta in disgrazia, la lettrice sfigata che attirerà le attenzioni del più bello della scuola e via discorrendo) e quindi sono sempre molto felice quando trovo delle protagoniste veramente ben caratterizzate e cazzute!
Proprio per questo, ho deciso di consigliarvi “La moglie del califfo”, un retelling de “Le mille e una notte” la cui protagonista, Shahrzad, saprà sicuramente conquistarvi con il suo coraggio e la sua formidabile forza d'animo!



Trama: Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona.
Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest’angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola: finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.




Agents of S.H.I.E.L.D 
(Un libro dove il gioco di squadra è tutto) 


Trama: L'agente Phil Coulson ritorna in attività per costituire una piccola squadra di agenti altamente qualificati provenienti da ogni parte del pianeta. L'organizzazione, nota come S.H.I.E.L.D., indaga su tutto ciò di strano e ignoto avviene nel mondo, proteggendo l'ordinario dallo straordinario. La squadra è composta da Grant Ward, addestrato in combattimento e spionaggio; Melinda May, un'abile pilota esperta di arti marziali; Leo Fitz, un brillante ingegnere; e Jemma Simmons, un genio della biochimica. A loro si aggiunge la nuova recluta e hacker Skye.
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Adoro i team, le squadre. Anche quando apprezzo un personaggio “singolo” nella sua solitudine, amo ancora di più scoprire il modo in cui quest'ultimo può riuscire o meno ad entrare all'interno di un gruppo. Ho quindi amato la storia di Skye nella serie tv ed è ancora per questo motivo che ho deciso di consigliarvi un libro tutto italiano, “Absence -Il gioco dei quattro” di Chiara Panzuti, dove perfetti sconosciuti vengono sottratti alla loro vita quotidiana ed uniti per sopravvivere ad un gioco crudele.





Trama: Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l'ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all'altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all'improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c'è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l'unico indizio che conta è nascosto all'interno di un biglietto: 0°13'07''S78°30'35''W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel - come lei scomparsi dal mondo - la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.




Sense 8 
(Un libro dove la diversità unisce) 


Trama: Ognuno di una cultura e appartenenza geografica diverse, Will, Riley, Capheus, Sun, Lito, Kala, Wolfgang e Nomi sono testimoni della medesima, violenta visione: la morte di una donna di nome Angelica, prima di rinascere come Sensates - esseri umani mentalmente ed emotivamente legati, in grado di comunicare, percepire e usare le reciproche conoscenze e competenze. Mentre cercano di continuare a vivere le rispettive vite e capire come e perché tutto ciò sia accaduto, e quale ne sia il significato, un misterioso uomo di nome Jonas cerca di aiutarli e proteggerli da Whispers, l'entità che sta dando loro la caccia sfruttando la loro stessa abilità.
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Parto dal presupposto che, almeno una volta nella vita, ognuno di noi dovrebbe almeno provare ad iniziare questa serie tv. Io sono partita senza alcuna aspettativa se non quella che, molto probabilmente, l'avrei abbandonata dopo il secondo episodio. Invece “Sense 8” ha avuto su di me un effetto strano, inimmaginabile, che mi ha impedito di abbandonarla e che mi ha fatto soffrire terribilmente. Penso che questa serie tv abbia delle basi fortissime (sia a livello di trama che di fotografia o di abilità recitative dei diversi personaggi) e che abbia davvero tantissimo da dire e da dare a chiunque voglia aprirle il cuore in maniera sincera.
Ed è per tutti questi motivi insieme che ho deciso di consigliarvi “Will ti presento Will” di John Green e David Levithan. Anche su quest'ultimo, infatti, non puntavo particolarmente ma mi ha positivamente sorpresa!




Trama: Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Dal momento in cui i loro mondi collidono, le vite dei due Will, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull'amicizia, l'amore e su loro stessi.




Game of Thrones 
(Cronache famigliari) 


Trama: Sette nobili famiglie lottano per il controllo della mitologica terra di Westeros. Robert Baratheon, re di Westeros, chiede al suo vecchio amico Eddard Stark di servirlo come suo principale consigliere. Eddard accetta, ma ha dei sospetti. Mentre la famiglia del re, i Lannister, cova un complotto per assumere il controllo del trono, dall'altra parte del mare, i Targaryen si preparano per un ritorno al potere. Il conflitto tra queste due famiglie e altre porteranno alla guerra, mentre a nord un'antica minaccia si risveglia.
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Forse avrei dovuto chiamare questa rubrica “serie tv che credevo non avrei mai visto e che alla fine mi hanno creato strane ossessioni”. Ebbene sì, adesso parliamo di famiglie. Ovviamente vi consiglio in primo luogo di leggere tutti i libri di George R.R. Martin legati alla saga ma, oltre a questi ultimi, voglio davvero consigliarvi un libro memoir che mi è stato inviato per una collaborazione dalla Clichy Edizioni (ancora grazie!) ovvero “Dovrei proteggerti da tutto questo” dove viene affrontata la storia famigliare di tre generazioni di donne a partire proprio da quella dell'autrice e protagonista Nadja Spiegelman la quale darà inizio a questo racconto per capire il fragile e complicato rapporto con sua madre.





Trama: Da bambina Nadja Spiegelman era convinta che sua madre fosse una fata. Françoise Mouly, art director del «New Yorker» e madre di Nadja, esercitava su di lei un potere in grado di sopraffare la realtà, più di quanto facesse il padre Art Spiegelman, autore del celebre graphic novel Maus, o la maggior parte delle madri delle sue amiche. Diventando adulta, per dare un senso alla complessa e difficile relazione madre-figlia, Nadja ha interrogato madre e nonna sulle storie di famiglia tenute zelantemente sotto chiave. Il risultato è un memoir schietto e appassionato che ripercorre quasi un secolo di avventure familiari, a volte drammatiche, altre volte illuminanti, e che fa ragionare sugli infiniti modi in cui il ricordo modifica il passato e agisce sul presente.



Lost 
(Una trilogia o una saga molto criticata) 


Trama: Il volo 815 della Oceanic Airlines partente da Sidney, a causa di un presunto guasto tecnico, precipita su un'isola nell’oceano. Dopo aver riposto le vane speranze di essere salvati dai soccorsi, il bisogno di sopravvivenza porta i sopravvissuti al disastro aereo a esplorare l'ambiente circostante, l'isola, un autentico paradiso terrestre, ma solo in apparenza. L'isola, infatti, nasconde numerose insidie e altrettanti luoghi misteriosi.
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Io ho amato “Lost” terribilmente. Sei stagioni finite in un mese e mezzo, dimenticandomi persino di bere e mangiare. Una serie tv che ha riformulato del tutto questa definizione di intrattenimento e che mi ha catturata fin dal primo episodio in maniera quasi maniacale. Ho trovato molto tristi le lotte, le discussioni inutili soprattutto per quanto riguarda il finale (che io ho apprezzato molto, ad essere sincera) e lo stesso dolore l'ho provato quando ho visto tutte le critiche (a mio parere infondate) su una delle mie trilogie preferite: si tratta di “Half Bad” di Sally Green la quale merita, secondo me, molto più successo di quello che ha, invece, avuto.






Trama: In una Londra contemporanea e alternativa dove la magia esiste, Incanti bianchi e neri combattono una guerra millenaria e spietata. Appartenere a un fronte definisce il proprio ruolo nel mondo, decreta i nemici, garantisce compagni e alleati. Nathan vive in una zona grigia: figlio di un'Incanto Bianca e dell'oscuro più crudele mai esistito, spaccato a metà, vessato dalla sorellastra con cui è cresciuto, controllato dal Concilio che non si fida di lui, in perenne bilico tra le due facce della sua anima. Nathan in realtà è soltanto molto solo, e spaventato: intrappolato in una gabbia, ferito e in catene, deve fuggire prima del suo sedicesimo compleanno, o morirà. E anche se non vuoi lasciarti andare, è difficile rimanere aggrappati alla metà bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, e forse nemmeno della ragazza di cui ti sei innamorato.




Doctor Who 
(Un libro dove il viaggio ha un ruolo predominante) 


Trama: Il Dottore è di nuovo tra noi, rigenerato e con una nuova Compagna di avventure: Rose Tyler. Insieme a lei viaggia nel tempo e nello spazio per vivere nuove, strabilianti avventure, combattere nemici vecchi e nuovi, scoprire e risolvere affascinanti misteri e assistere alla nascita di una nuova organizzazione segreta: Torchwood.
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Come potevo, ovviamente, non includere il Dottore nella mia lista! È una serie tv davvero vecchia ormai (contando che le prime stagioni erano addirittura in bianco e nero!) ed unica nel suo genere. Ha fatto sognare i nostri genitori (forse addirittura i nostri nonni), portandoli direttamente nello spazio attraverso l'ambigua astronave di questo alieno munito di ben due cuori e dall'insolita personalità. Ho voluto racchiudere nella mia scelta ognuna di queste caratteristiche (il viaggio, l'”antichità”, gli strani personaggi) ed ho per questo deciso di consigliarvi il mio libro preferito: “Due candele per il diavolo” di Laura Gallego Garcia.




Trama: Volto le spalle alla facciata della biblioteca, ai bar e agli studenti che prendono il sole, e mi inoltro nel bosco di colonne, diretta al parco che circonda l'edificio. I piccioni si spostano al mio passaggio. Poco dopo, l'ombra della biblioteca mi copre il sole. E di nuovo rabbrividisco. Questa volta sì che l'ho sentito. C'è qualcuno... o qualcosa... Lentamente, mi porto la mano dietro la schiena per prendere la spada, se necessario. Ma lui, o lei, o quella cosa, è più veloce. La vedo con la coda dell'occhio: un'ombra oscura che mi osserva dall'alto di una colonna. Mi volto, ma non c'è già più. La scorgo su un'altra colonna, ma non ho tempo di girarmi a guardare, lui, lei o qualunque cosa sia. né di identificarne i lineamenti, perché, con un salto inc velocissimo, disumano, si avventa su di me e mi butta a terra, e la punta di u spada che non è la mia brilla per un attimo nelle mie pupille. I piccioni vola via, in un fuggi fuggi generale.



The 100 
(Alla scoperta di un mondo sconosciuto) 


Trama: Novantasette anni fa, una guerra nucleare distrusse la Terra, decimando la civiltà. Gli unici a sopravvivere furono gli abitanti delle 12 stazioni spaziali internazionali che si trovavano in orbita in quel momento. Tre generazioni dopo, le risorse si stanno esaurendo, presagendo la fine della colonia, nota come Ark. Nel tentativo di risolvere la crisi prima che sia troppo tardi, i capi inviano un gruppo di cento prigionieri minorenni sulla superficie terrestre per verificarne l’abitabilità. Alle prese con un mondo che non conoscono, primitivo, pericoloso e pieno di misteri, questi giovani devono imparare a superare le differenze e avviare una nuova era per la Terra.
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Anche se in realtà devo ancora recuperare gli ultimi episodi della quinta stagione, mi sono sentita di inserire anche “The 100” tra le mie serie tv del cuore. Amo la fotografia, gli attori, la trama anche se spesso hanno rovinato più di un personaggio (non vi dico chi per non farvi spoiler ma se avete visto la quarta stagione potrete capirmi) e, cosa più importante, adoro la capacità di questa serie tv di farmi emozionare, di farmi capire le sensazioni e le paure dei suoi protagonisti. È una serie per cui provo una profonda empatia che non capisco fino in fondo ma che mi riempie interamente e la cosa mi rende felice.
Mi sono voluta riallacciare alla prima stagione, però, per consigliarvi una lettura: quando arrivano sulla Terra, infatti, i cento devono affrontare mille avversità ma, prima di tutto, devono imparare a sopravvivere a quel pianeta che non conoscono davvero come credevano.
Questa situazione mi ha ricordato incredibilmente “Il Signore delle mosche” che mi ha colpito sia per questo ritorno alla natura selvaggia ed indomita sia per lo studio profondo sulla mente umana.



Trama: Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti.
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Ed eccoci qua alla fine di questo episodio per la rubrica ~Vi consiglio un libro ~ .
Spero vi sia piaciuto e vi chiedo nuovamente di dirmi quali sono le vostre serie tv preferite in modo da confrontarci. Sarebbe bello!
Inoltre, fatemi sapere se avete letto qualcuno dei libri che ho scelto e se vi sono piaciuti!
Alla prossima,
-Emme

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