domenica 16 settembre 2018

Recensione de "L'estate dei segreti perduti"



Buona domenica lettori!
Questa sera sono felicissima di potervi parlare di un libro che ho letto non tantissimo tempo fa (si, ho quasi recuperato tutte le recensioni arretrate. Miracolo!) ma che è entrato inaspettatamente nella mia lista dei libri più belli letti durante il 2018.
Come avrete potuto leggere dal titolo, si tratta de “L'estate dei segreti perduti” di E. Lockhart, pubblicato dalla DeAgostini nel 2014.
Sono solo un po' in ritardo e, a pensarci bene, forse lo siete anche voi, no?
Questa cosa mi rassicura un pochino!
Ecco a voi la scheda informazioni:





Titolo: L'estate dei segreti perduti
Autrice: E. Lockhart
Casa editrice: DeAgostini
Prezzo: 14,90
Edizione: Rigida
Anno di pubblicazione: 2014
Numero di pagine: 313










Cadence, Mirren, Johnny e Gat.
Sono quattro nomi qualunque scritti sulla sabbia.
Ma loro non sono come gli altri: sono i Bugiardi, quattro cugini della ricca famiglia Sinclair ed i loro nomi sono scritti sulla sabbia della spiaggia della loro isola privata, Beechwood, dove passano l'estate sin da bambini.
Ma, come quei nomi in balia delle onde, le cose non sono destinate a durare: infatti, durante la loro quindicesima estate, Cady ha un incidente che la costringe ad allontanarsi dall'isola e dai suoi amati compagni d'avventura per due anni.
Al suo ritorno, però, si accorge che non è stata la sola a cambiare: le case, il clima, il rapporto tra le sue zie ed anche con i suoi Bugiardi. Tutto appare estremamente diverso da come se lo ricordava e Cady, alla ricerca della verità sul suo incidente, dovrà essere disposta a qualunque cosa pur di ottenere ciò che desidera, anche rivelare i segreti più oscuri e le rivalità più accese della famiglia Sinclair.



“Scrissi i nostri nomi sulla sabbia.
Cadence, Mirren, Johnny e Gat.
Gat, Johnny, Mirren e Cadence.
Questo fu l'inizio della nostra storia.”




Se potessi riassumere questo libro con una sola parola, probabilmente userei: “inaspettato”.
Inaspettato perché non avrei mai creduto di potermi affezionare tanto a dei personaggi di uno Young Adults dalla trama simile.
Inaspettato perché non credevo di poter rimanere tanto affascinata da una trama apparentemente banale ma che, alla fin fine, mi ha sorpresa.
Inaspettata perché non avrei mai creduto di riuscire ad amare così tanto questo libro e non sarò mai abbastanza grata alla mia Parabatai per avermi spinta a leggerlo e al ragazzo che ha accettato di fare questo scambio con me. Probabilmente non lo leggerete mai ma grazie (ed Ele, ti prego smettila di gongolare).
Ho trovato “L'estate dei segreti perduti” assolutamente perfetto, dai personaggi allo sviluppo della trama.
Ho amato i Bugiardi, dal primo all'ultimo, e penso che l'autrice sia stata estremamente brava a renderli concreti e credibili malgrado le loro personalità non siano poi così originali all'interno di questo genere letterario. Malgrado questa consapevolezza, non ho mai sentito questa cosa come un peso!
Per quanto riguarda lo sviluppo della trama, temevo che tutto si sarebbe concluso con delle scelte banali e già viste ma più andavo avanti con la lettura e più sentivo che non poteva essere così, semplicemente non l'avrei accettato e la Lockhart, in modo estremamente violento, non mi ha delusa. Il finale è stato come un pugno in pieno viso ma allo stesso tempo estremamente gratificante.
L'estate dei segreti perduti” presenta dei tratti estremamente adolescenziali, come le uscite con gli amici, gli amori impossibili e i difficili rapporti con i genitori ed in cui l'unica via d'uscita sembra essere il rapporto con gli amici (o in questo caso con i cugini). Allo stesso tempo, però, la Lockhart punta molto sull'aspetto “thriller” e sulla ricerca della risoluzione dell'incidente della protagonista, creando un crescendo di colpi di scena, rivelazioni e tanto tanto phatos.
Se fossi andata al mare, avrei trovato questo libro perfetto per una lettura sotto l'ombrellone (tranne per il fatto che ho pianto come una cretina nelle ultime pagine e forse non sarebbe stato l'ideale in spiaggia)!
Ma adesso torniamo all'inizio: “inaspettato” perché mai, mai e poi mai avrei creduto che, come voto finale, gli avrei assegnato un pienissimo 5/5 , senza rifletterci neppure un secondo di più.
Per gli amanti di Pretty Little Liars e di Scream, questo è assolutamente il libro perfetto per voi!



Grafica: 4,5/5 . Il libro è davvero carino, graficamente parlando, anche se preferisco di gran lunga la cover originale. All'interno è presente anche una mappa di Beechwood e l'albero genealogico (utilissimo!) della famiglia Sinclair.
Prezzo: 4,5/5 .
Traduzione: 5/5. Non mi pare di aver trovato problemi di punteggiatura o di traduzione in generale. La DeAgostini ha fatto un ottimo lavoro a riguardo!




E voi avevate già letto o sentito parlare de “L'estate dei segreti perduti”?
Se lo avete già letto, cosa ne avete pensato? Vi ha sorpreso?
Se non lo avete ancora fatto, cosa aspettate a correre in libreria?
Mi auguro che la recensione vi abbia incuriositi, readers, ed io vi do' appuntamento alla prossima recensione ed anche sul mio profilo instagram (@365_livesofbooks) dove posto giornalmente.
Buona domenica e buon proseguimento di serata!



domenica 9 settembre 2018

Recensione de "Il racconto dell'ancella"


Salve e buona domenica a tutti i lettori online!
Tra un impegno e l'altro, letture e uscite con gli amici, ho finalmente trovato il tempo per dedicarmi ad una recensione a cui tengo molto perché riguardante un libro che mi ha segnata profondamente e che riguarda un tema molto importante e, sfortunatamente, ancora oggi molto diffuso nel mondo: la privazione della libertà personale.
Il libro in questione è, come avrete potuto evincere dal titolo dell'articolo, “Il racconto dell'ancella” di Margaret Atwood, edito da “Ponte alle grazie” e della cui traduzione ringraziamo Camillo Pennati.
Ma non perdiamoci in chiacchiere ed iniziamo immediatamente con la scheda informazioni:



Titolo: Il racconto dell'ancella
Autrice: Margaret Atwood
Casa editrice: Ponte alle grazie
Prezzo: 16,80
Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2017
Numero di pagine: 398





In apparenza, Difred vi apparirebbe come una donna simile a molte altre.
Non particolarmente bella, non particolarmente intelligente, non sempre felice e con amici e famiglia non troppo diverse da quelle della vostra vicina di casa, della vostra migliore amica e persino di una vostra parente, perché no?
Ma Difred non è come le altre donne: lei è fertile.
Ed in un mondo dilaniato dalle radiazioni questo fattore è una benedizione quanto una maledizione.
Gli Stati Uniti, dove si svolge l'intera faccenda, sono infatti diventati uno stato totalitario basato sul controllo del corpo femminile.
Anche il nome Difred non è che, infatti, una sottolineatura di questo nuovo sistema: lei è Di-Fred, l'unico uomo che potrà mai toccarla “in quel modo” e che potrà donarle la benedizione di un figlio, di una nuova vita che porterà ad una nuova discendenza di un élite dominante.
Ma non è sempre stato così e i ricordi della protagonista sono difficili da scacciare, come gli incubi tra le coperte. E potrebbero essere proprio i suoi ricordi a dare il via alla scintilla della ribellione.



“Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo.”



Comincio con l'affermare che “Il racconto dell'ancella” è un libro che tutti dovrebbero leggere, uomini e donne, e che, a mio parere, dovrebbero inserire anche nell'istruzione pubblica (specialmente per quanto riguarda gli anni delle superiori).
Perché dico questo?
Lo dico perché l'opera della Atwood è un fortissimo manifesto contro ogni sistema totalitario, una critica alla società “meschinamente puritana” (come la trama stessa ci annuncia) che mescola metafora e realtà (sia attuale che passata) in maniera del tutto disarmante.
Principale è, ovviamente, la figura della donna che, in questa visione distopica ma al tempo stesso molto vicina alla nostra realtà, si ritrova a vivere in una profonda ambivalenza: quella di essere l'unica speranza per il genere umano e trattata quindi con “rispetto” e al tempo stesso vedersi schiava ed oggetto di un sistema politico prettamente maschilistico.
Margaret Atwood descrive in maniera sublime tutto ciò che riguarda Difred, la nostra protagonista; non mi è stato difficile rispecchiarmi nei suoi pensieri, avvertire le sue paure ed i suoi più profondi desideri che potevano essere piccoli come un'arancia ma anche molto più fisici come il bisogno di un abbraccio o qualche cosa di più.
A volte mi è mancato il respiro leggendo queste pagine, ho desiderato bloccare la lettura e urlare tutta la mia rabbia ma al tempo stesso mi era difficile abbandonare questo personaggio già estremamente solo.
Ho apprezzato la maniera dell'autrice di mescolare passato e presente e anche se inizialmente trovavo complicato seguire questi “cambi d'epoca” mi è bastato poi continuare a leggere per capire meglio i meccanismi stilistici della Atwood.
Per quanto riguarda Difred, non è stato facile accettare molte delle sue scelte ma al tempo stesso come biasimarla? Forse se avesse preso altre decisioni avrei trovato il suo personaggio molto meno coerente e sincero.
Ho trovato giusta l'idea di non creare un'eroina per eccellenza. Non aspettatevi una fiamma immediata, una “Prescelta” o la principessa che salverà il Reame dal drago dell'ignoranza e del possesso.
Difred è una donna come molte altre e per questo l'autrice l'ha trattata come tale e lo stesso dovremmo fare noi lettori chiedendoci solo sinceramente: e io cosa avrei fatto al suo posto?
La risposta, vi avverto, vi stupirà se nata dalla pura realtà del vostro essere.




Grafica: 4,5/5 . La cover è davvero meravigliosa ma mi risulta difficile non metterla a confronto con altre edizioni (specialmente in lingua originale) che sono molto molto più curate. Anche all'interno, però, il libro si presenta molto bene ed in maniera chiara e semplice.
Prezzo: 3,5/5 . Ammetto che “Il racconto dell'ancella” è tra i miei libri in flessibile più costosi. Se fosse stata un'edizione rigida, credo che non avrei trovato poi così alto il prezzo. Allo stesso tempo, però, immagino che una giusta via di mezzo non sarebbe scesa al di sotto dei quindici euro.
Traduzione: 5/5. Impeccabile!




Ed eccoci qua!
Ho detto tutto ciò che mi sentivo di dire riguardo a questo romanzo/manifesto.
Mi auguro davvero di avervi incuriositi con le mie parole e che acquisterete (o leggerete in ogni caso) questo bellissimo libro.
Trama, stile e messaggio non vi deluderanno, ve lo assicuro!
Ma ovviamente tocca a voi decidere!
Intanto, però, vi auguro una buona lettura (qualsiasi essa sia) ed una felice e tranquilla domenica.
Alla prossima!

lunedì 3 settembre 2018

Recensione "Il passo del codardo"



Buona sera lettori!
È tempo di collaborazioni!
Nell'ultimo mese ho ricevuto davvero tantissimi manoscritti (ringrazio ancora tutte le case editrici e gli autori che si sono fidati di me!) ma ne ho ancora molti da leggere per via del mio blocco qui sul blog.
Oggi ho deciso di parlarvi de “Il passo del codardo”, un libro scritto da David Bandini ed edito da Bookabook la quale mi ha gentilmente spedito una copia del romanzo.
Ma non indugiamo oltre.
Ecco a voi la scheda informazioni:



Titolo: Il passo del codardo
Autrice: David Bandini
Casa editrice: Bookabook
Prezzo: 13,00
Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2018
Numero di pagine: 149




















La paura è spesso la compagna di molti di noi.
Ci segue come un'ombra, ci attanaglia, ci soffoca, ci paralizza.
Lo stesso accade al nostro protagonista, un codardo consapevole, il cui passo, la cui semplice azione, potrebbe cambiare per sempre la sua sorte.
Dopo la fine di una storia d'amore travagliata, la cui fame di lieto fine è forse più grande del sentimento stesso, il protagonista, tra musica hip hop e biglietti aerei a poco prezzo, dovrà essere disposto a tutto pur di riaverla indietro.




“Mi proponevo di spaccare il mondo con le parole, poi giuravo che l'avrei fatto l'indomani. E poi ancora mi svegliavo un giorno, alla fine di ogni mese, come una scatoletta di tonno, immobile, sullo scaffale di un supermercato.”



Innanzitutto ci tenevo a fare i miei più sinceri complimenti alla casa editrice e all'autore. Alla prima per il lavoro splendido che svolge nell'ambito letterario (ho visto cover meravigliose e recensioni altrettanto positive per quanto riguarda i libri pubblicati da @bookabook) e a David Bandini per aver creato un personaggio tanto complesso e al tempo stesso così vicino come lo è il protagonista de “Il passo del codardo”.
Sono certa che molti, leggendo questo libro, potranno ritrovarsi nelle esperienze e nei pensieri di questo personaggio e riusciranno a riflettere su concetti fondamentali come lo sono l'amore, la paura ed anche la morte.
Detto ciò, proseguiamo immediatamente con la recensione: ho trovato la trama splendida, molto attuale e sicuramente vicina al mio genere. Non mi era difficile comprendere i sentimenti del protagonista, il terrore che lo attanagliava prima di compiere un semplice passo, l'angoscia di sbagliare, di essere inadeguato e la consolazione, timida e al tempo stesso potentissima, della scrittura, del suono dei tasti sotto le dita.
Allo stesso tempo, però, c'era qualcosa di ingarbugliato, di confuso, che non mi ha permesso di godere appieno di questa lettura.
Non capivo allora e non capisco neppure adesso, ad essere del tutto sincera, se fosse un espediente dell'autore o meno per rendere al meglio i pensieri di una mente così complessa come lo poteva essere quella del protagonista ma, in generale, di chiunque di noi.
Spesso, infatti, mi sono persa nei suoi ragionamenti, sono tornata indietro per rileggere alcuni punti e la cosa non mi ha entusiasmato troppo una volta appurato che non era la semplice stanchezza a lasciarmi questi vuoti durante la lettura.
Nonostante ciò, ho trovato il protagonista assolutamente ben caratterizzato e, anche se fin troppo complesso, molto realistico e sincero.
Inoltre, mi piacerebbe leggere altro dell'autore per farmi un'idea più precisa del punto di cui vi ho appena parlato.
Un altro elemento che mi ha destabilizzato è sicuramente la scelta di inserire il fatto di cronaca di cui parlava la trama solamente a fine romanzo.
Non ne faccio una colpa all'autore; ho trovato bellissima l'idea di inserire un simile evento all'interno del romanzo e questa sua scelta sarebbe stata azzeccata, a mio parere, anche se non fosse stato un fatto realmente accaduto.
Ammetto, però, di non aver avvertito questo terribile come uno sfondo della vicenda, così come ci era stato promesso nella trama, ma come un elemento aggiuntivo che poteva mettere la parola “fine” ad una serie di scelte tematiche di per sé già coraggiose (perché non è assolutamente facile né conveniente scegliere di parlare di simile argomenti).
Ho apprezzato solo a metà l'inserimento di alcune canzoni all'interno del testo. Non sempre, infatti, le ho trovate attinenti e anche quando invece lo erano non sono riuscita a godermi questi interventi fino in fondo ma semplicemente per una mia ignoranza personale in materia di hip-hop.
E mi pare di aver detto tutto ciò che pensavo riguardo a “Il passo del codardo” a cui, a malincuore, non ho potuto lasciare un voto finale più alto di 3/5 .
E' una sufficienza piena ma forse mi aspettavo semplicemente qualcosa di diverso.
I miei complimenti vanno nuovamente a David Bandini: la tua è stata una scelta coraggiosa, anzi, coraggiosissima!





Grafica: 5/5 . La cover è davvero minimal ma quel semplice groviglio in copertina esprime perfettamente i sentimenti del protagonista. Anche della disposizione interna non posso dire molto. Si nota la cura e l'amore che la casa editrice ha messo nel proprio lavoro!
Prezzo: 4/5 . Giusto.





E tutto qua!
Mi auguro di tutto cuore che la recensione vi sia piaciuta e che in ogni caso vi abbia incuriositi alla lettura di questo romanzo d'esordio tutto italiano.
Vi auguro una piacevole serata e tante buone letture!






domenica 26 agosto 2018

Recensione di "Carve the mark"



Buon pomeriggio lettori e buona domenica!
Come vi avevo già annunciato nelle stories di instagram (se non mi seguite sono @365_livesofbooks), ho appena mollato i quiz per la patente perché dovevo assolutamente recuperare questa recensione.
Era da molto che dovevo postarla ma, tra impegni ed ansie varie, ho temporeggiato fino ad oggi nel parlarvi di “Carve the mark”, primo libro di una nuova saga fantascientifica di Veronica Roth (che conoscerete sicuramente per la saga di “Divergent”).
Vi annuncio già che non sarà tutta rosa e fiori quindi preparatevi 🙈
Vi auguro buona lettura e vi lascio alla scheda informazioni:



Titolo: Carve the mark 
Autrice: Veronica Roth
Casa editrice: Mondadori         
Prezzo: 15,90 
Edizione: Rigida
Anno di pubblicazione: 2017
Numero di pagine: 423












Esistono persone con dei doni, nel mondo.
Persone con un destino che si compirà qualsiasi siano le loro scelte.
Akos e Cyra sono Predestinati e, malgrado il clima di potenza delle loro famiglie, sono nati entrambi sotto una cattiva stella.
Nati su terre lontanissime e completamente diverse l'una dall'altra (la prima, Thuve, dal popolo colto e dal sistema politico semi-democratico, e poi Shotet, il cui popolo, dapprima nomade, si basa sul concetto della sopraffazione e della violenza), i due protagonisti saranno costretti ad interagire pur di sopravvivere.
Cyra, infatti, è la sorella del dittatore Shotet ed ha l'incredibile potere di conferire dolore a chiunque la tocchi – auto-causandosi, però, la stessa pena-. Akos, invece, è l'unico a poter alleviare il suo dolore.
Per quanto la odi per via della sua famiglia, però, il ragazzo è costretto a collaborare: rimanere accanto a Cyra è l'unico modo che ha per rimanere in contatto con suo fratello il quale, essendo un oracolo, è l'unico che potrà conferire al dittatore Shotet la supremazia sull'intero pianeta.
Ma quel destino già scritto è davvero l'unica vera scelta?



“I cuori teneri rendono l’universo degno di viverci” 




Ho comprato questo libro per diverse ragioni: la prima, lo ammetto con un po' di vergogna, è sicuramente l'aspetto grafico. Quel libro è un book porn, non posso dire altro in mia difesa!
La seconda motivazione è sicuramente il fatto che io (pur detestando Tris) ho amato la saga di “Divergent” al suo tempo; infine, avevo trovato la trama carina (malgrado ci fosse qualcosa di inspiegabile che non mi convinceva del tutto).
L'accumularsi di queste ragioni mi hanno spinta ad acquistare questo romanzo e, non molto tempo prima della pubblicazione in Italia del secondo volume (“Il destino divide”), a leggerlo anche se non poche ansie.
Avevo letto diverse critiche e l'intero mondo del web si divideva tra chi lo aveva amato profondamente e chi, invece, lo aveva trovato terribile (ho letto anche di accuse di razzismo, si è toccato davvero il fondo!).
Io, sfortunatamente, mi trovo in questo secondo gruppo di persone e vorrei spiegarvi il perché.
Ho iniziato questo libro insieme ad una mia amica ma fin da subito entrambe abbiamo notato qualcosa di strano nello stile della Roth, qualcosa che ci ha portate a rallentare notevolmente il ritmo della lettura.
Per quanto mi riguarda, l'ho trovato diversissimo da quello di “Divergent” ed assolutamente più lento e confuso. Mi sono ritrovata spesso a ripercorrere le pagine temendo di essermi persa dei passaggi importanti per poi rendermi conto di grossi buchi all'interno della narrazione che mi portavano a chiedere: ma questo personaggio non era morto? Come sono divise queste gerarchie? Come mi sono trovata a questo punto?
Ad esempio ho trovato il passaggio di ambientazioni, da Thuve a Shotet, davvero molto caotico. Flashback e scene ambientate nel presente si susseguivano in maniera poco organizzata rendendo tutto semplicemente confuso (specialmente per quanto riguarda Cyra).
Non ho inoltre apprezzato il modo in cui la Roth ha suddiviso i punti di vista: per più di cento pagine ci ritroviamo in capitoli senza i pensieri di Akos quando, almeno secondo me, sarebbero stati davvero utili per capire meglio non solo la sua psicologia ma anche le motivazioni di alcune sue scelte.
Parlando dei personaggi, invece, mi sono resa conto fin dalla prima metà del romanzo, di non essermi affezionata a nessuno di loro e così è stato fino alla fine del libro.
Inoltre trovavo il rapporto tra i due protagonisti (ma anche con il resto dei personaggi) davvero mal costruito, a tratti addirittura insensato ed anche poco originale.
Anche la scelta dei loro poteri mi è sembrata qualcosa di visto e rivisto. Solo per citarvi alcuni libri a cui ho pensato allora: “Twilight”, “Shatter me”, “Shadow and bone” ecc.
Per quanto riguarda le ambientazioni, invece, ho trovato l'idea molto buona ma, in generale, sviluppata piuttosto male. Sarei stata felice di avere più mappe, appunti o anche discorsi tra i personaggi che rendessero più chiaro il loro sistema politico-sociale, la loro economia, la loro storia.
Ammetto che è stato davvero difficile per me andare avanti nella lettura. 
Era da tanto che non mi succedeva di voler abbandonare un libro con così tanta insistenza! 
Come voto finale non ho potuto dare, quindi, più di 2,5/5 🌟, così strutturate: una stella per la grafica, un'altra sicuramente per l'idea di base che, pur non sviluppandosi in una maniera che potesse piacermi, era però molto bella ed infine una mezza stella per il finale che mi ha sorpresa positivamente.


Grafica: 5/5 🌟. Penso che ne abbiamo già parlato abbastanza. Peccato che per me sia stato più un caso di “tutto fumo e niente arrosto”. Peccato!
Prezzo: 5/5🌟 . 15,90 non sono troppi per quel genere di lavoro grafico e per il numero di pagine ed in un'edizione rigida!
Traduzione: 5/5🌟.




Fiiine. 
Mi dispiace di essere stata così critica ma vi avevo avvertito fin da subito che non sarebbe stato un parere tutto rose e fiori.
Diciamo che delle rose ha solo le spine però penso che ogni mia critica sia stata ben giustificata 🤷‍♀️.
Se volete dirmi la vostra opinione riguardo a “Carve the mark” sono più che aperta al dialogo quindi scatenatevi (qui nei commenti oppure su instagram se preferite) e ditemi cosa ne pensate!
Vi è piaciuto? Non vi è piaciuto?
Continuerete la saga?
Sapete dove trovarmi!
Vi auguro una buona domenica, un buon pomeriggio e ovviamente anche buona lettura!

martedì 14 agosto 2018

Recensione di "Shadow and Bone"


Buonasera lettori!
Eccoci di nuovo su una recensione. Questa sera ho deciso di parlarvi di “Shadow and Bone” di Leigh Bardugo che ho però letto in inglese. Quindi se ho tradotto in maniera sbagliata qualche termine spero mi perdonerete!
Se siete interessati, però, vi chiedo però di non fermarvi solo al mio commento perché successivamente vi ho lasciato un piccolo annuncio.
Detto ciò, vi lascio alla scheda informazioni.
Buona lettura!


Titolo: Shadow and bone
Autrice: Leigh Bardugo
Casa editrice: Indigo
Prezzo: £7,99
Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2013
Numero di pagine: 308









Shadow and bone” (il cui primo volume è stato tradotto in Italia dalla Piemme Editore come “Tenebre e ghiaccio”) è il primo libro di una trilogia ambientata a Ravka, un tempo una fiorente nazione distrutta lentamente dalla così detta “Distesa Oscura”, una nebbia di impenetrabile oscurità dove mostri terribili dilaniano chiunque tenti di attraversare il mare.
Alina Starkov, la nostra protagonista, è un soldato qualunque o almeno lo era.
Proprio durante il suo primo viaggio nella Distesa, infatti, scoprirà di avere una dote unica, un potere che la introdurrà nel magico mondo dei Grisha -esseri dotati di magia al servizio del re- e che potrebbe essere la chiave per la salvezza della sua Nazione.
In quel nuovo mondo meraviglioso, dove non esiste la fame e dove la maschera della bellezza sembra essere più importante di ogni altra verità, Alina inizierà a studiare sotto l'ala protettiva del Darkling, affascinante e potente come può esserlo solo la notte, e a conoscere di più sé stessa.
Riuscirà a vivere il presente, dimenticando così l'amico d'infanzia Mal, e salvare il suo Paese?


“Fine. Make me your villain”


Non posso che iniziare il mio commento se non con: io ho adorato questo libro!
L'ho trovato mesi fa in scambio sulla piattaforma di Acciobooks ma anche dopo il suo arrivo è passato davvero tanto tempo prima che io mi decidessi a leggerlo.
Temevo che il livello di inglese fosse troppo alto per me, non avendo poi letto così tanti libri in lingua originale, o che la storia non riuscisse a prendermi del tutto.
Avevo letto molte critiche che definivano gran parte del libro “statico” e “noioso”.
Credo che la lettura sia tra le azioni più soggettive di sempre e per questo posso dirvi che a mio parere la storia è tutt'altro che noiosa!
Fin dal primo capitolo ho adorato le ambientazioni e lo stile dell'autrice. Con frasi breve ma d'effetto è stata in grado di catapultarmi immediatamente negli ambienti descritti.
Fin dalle prime righe ho adorato Alina e ho apprezzato il suo rapporto con Mal. Li trovavo davvero teneri e non mi era difficile rivedermeli proprio di fronte agli occhi mentre leggevo!
Capisco, però, ciò che intendevano dire i lettori che hanno citato una certa staticità.
La storia raccontata in “Shadow and Bone” è una meravigliosa base per scrivere di eventi altrettanto grandiosi: Leigh Bardugo non si è affrettata, non troverete una guerra da un capitolo all'altro o situazioni del genere. Questo non vuol dire che in questo primo volume non succede niente, anzi. Credo che andando a questa velocità ci abbia permesso di conoscere mille volte meglio i personaggi, con le loro storie e le loro relazioni, ma anche il mondo dove svolgono le loro mansioni e dove il loro destino si compie.
L'unico aspetto negativo, a mio parere, è una scena che avviene quasi alla fine del romanzo che io ho trovato abbastanza banale e prevedibile. Allo stesso tempo, però, capisco che fosse fondamentale per dare una svolta all'intera vicenda e quindi mi va bene anche così!
Probabilmente, se ancora non avete letto questo libro, una domanda vi starà ronzando in testa: “com'è come livello di inglese”?
Avevo ragione, vero?
Beh, io posso dirvi che ho un livello di inglese intermedio tendente all'alto (b2) e non ho avuto troppi problemi a leggere questo romanzo. Certo, ogni tanto mi capitava di fermarmi per cercare un termine ma nel complesso riuscivo sempre a capire cosa stesse succedendo e a chi.
Vi riferisco, però, lo stesso consiglio che hanno dato a me: cercate di capire sempre il contesto in cui vi trovate. Vi sarà più facile capire le parole utilizzate o il modo di esprimersi di un personaggio. Non cercate parola per parola perché in caso contrario ci perderete solo tempo e fatica!
Assolutamente non consiglierei “Shadow and Bone” come prima lettura in lingua originale ma se avete già qualche dimestichezza con l'inglese non vedo perché non dovreste provare!
Infine, ecco qui qual è il mio voto finale: 4,5/5 .
Come vi ho detto, l'ho trovato perfetto se non per quella piccola scelta dell'autrice che ho trovato banale seppur accettabile data la storia in sé.


Grafica: 5/5 . Ma che altro posso dire se non che le edizioni in lingua originali sono sempre (o nel 99% dei casi) meravigliose? Sia la copertina che l'interno è assolutamente meravigliosi e super curati!
Prezzo: 5/5 . Che lo si compri in sterline o che si faccia il cambio con l'euro, il prezzo è sempre super conveniente rispetto alle case editrici italiane!




E la recensione finisce qui!
Spero vi sia piaciuta e mi auguro di non aver tralasciato nulla.
Se avete qualche altra domanda non dovete fare altro che scrivermi qui nei commenti o nei direct di Instagram!
Inoltre, vorrei lasciare un piccolo annuncio: sto cercando l'edizione flessibile Indigo azzurra di “Siege and Storm” sia in vendita o in scambio. Se conoscete qualcuno o se siete quel qualcuno contattatemi, vi prego!
Detto ciò, vi auguro un buon proseguimento di serata!

Recensione "Ho deciso che devi morire"

Buon pomeriggio lettori e buona domenica!
Oggi torno a parlarvi di un altro libro ottenuto attraverso una collaborazione con la meravigliosa Giovane Holden Edizioni. Così com'era accaduto per Maria Maddalena nella scorsa recensione, anche con questa casa editrice mi sono voluta addentrare nella psicologia femminile attraverso i racconti di Natalia Lenzi, autrice del libro “Ho deciso che devi morire” di cui vi lascio immediatamente la scheda informazioni:



Titolo: Ho deciso che devi morire
Autrice: Natalia Lenzi
Casa editrice: Giovane Holden Edizioni
Prezzo: 13,00    
Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2018
Numero di pagine: 168




Ho deciso che devi morire” è una raccolta composta da dodici racconti il cui tema principale è quello della violenza. Non ci è difficile immaginare, soprattutto in questi tempi orribili, la storia di una madre, di una figlia, di una fidanzata, di una moglie.
Non ci è difficile pensare che potrebbe essere la nostra vicina di casa, una nostra amica, la donna che ci riempie le buste quando facciamo la spesa.
Natalia Lenzi ci racconta le loro storie terribili eppure fin troppo reali.



“E' difficile spiegare che ero innamorata di lui, che il mio mondo era lui, che la mia vita ruotava intorno a lui come fosse un piccolo sole. E' difficile spiegare che lui era diverso, che quando l'ho conosciuto era allegro, sorridente, gentile. È difficile credere che i mistificatori ti scelgono, che ti conoscono meglio di te stessa, che t'ingannano fin dal primo momento”.



Che dire di questo piccolo eppure gigantesco libro?
Ammetto di essermi ricreduta perché pensavo che dei racconti brevi non potessero racchiudere tutto l'orrore, tutta la paura e sì, anche l'amore, quell'amore che è difficile definire tale solo quando non si esce del tutto da quell'incubo.
La Lenzi è stata incredibilmente sincera. I racconti mi sono piaciuti tutti, chi più e chi meno (anche se troverete la lista completa dei miei dodici voti alla fine di questa recensione), semplicemente perché riuscivo a vedere ogni lacrima, ogni pugno, ogni finta carezza attraverso gli occhi delle dodici protagoniste.
Ogni racconto, come dicevo, è assolutamente sincero, ai limiti dell'accettabile.
Ad un certo punto ci si aspetta persino il romanzato, si vuole chiudere gli occhi di fronte a tanto orrore ma l'autrice tiene lo sguardo ben fisso sull'obiettivo: noi dobbiamo osservare, ascoltare ed infine capire. Perché pensiamo di conoscere questa orribile realtà fin quando non ci si trova in mezzo.
Ho apprezzato molto lo stile di Natalia Lenzi perché è leggero e al tempo stesso duro, crudo. Riesce a rendere la lettura scorrevole ma al tempo stesso ogni storia è un pugno nello stomaco.
Non potevo non darle 4,5/5 🌟.
Devo assolutamente scoprire se ha scritto altro sull'argomento!



Grafica: 5/5 🌟. La copertina dice già tutto del libro: un libro scritto da una donna per le donne (anche se io lo consiglierei maggiormente ad un pubblico di uomini in modo che essi siano i primi ad aprire gli occhi)!
Prezzo: 4,5/5 🌟. Tredici euro non sono poi molti!



Sono davvero felice di aver scritto questa recensione!
Ho apprezzato davvero tantissimo questo libro e spero davvero di poter leggere presto qualcos'altro scritto da questa meravigliosa autrice!
Voi avete mai letto qualcosa sull'argomento?
In fondo vi lascio la lista dei racconti della Lenzi con i miei rispettivi pareri!


La domanda: 5/5🌟
L'ultimo giorno: 5/5🌟
Impotenza: 4/5🌟. Il racconto è molto carino ma non ho affatto apprezzato i doppi punti di vista!
Reclusa: 5/5 🌟
Veleno: 5/5🌟
Mia figlia: 5/5 🌟. A mio parere il più bello e sincero. La violenza sulle donne non la subisce solo chi viene picchiata ma anche tutte le persone che le sono attorno!
L'ultima vendetta: 5/5🌟
Eredità: 4/5🌟
Orfani speciali: 3/5🌟
Falsità: 3,5/5🌟
Perdita: 3/5🌟
La porta: a ritroso nel ricordo: 4/5🌟

giovedì 2 agosto 2018

Recensione "Nero rosso di donna -l'ambiguità della femminilità"




Buongiorno lettori!
Dopo un mese sono riuscita dal mio buco, eh già.
Non sono ancora riuscita ad organizzarmi come vi avevo spiegato nell'articolo per il primo anno come “365_livesofbooks” ma ci sto lavorando!
Con questo caldo ammetto di star leggendo pochissimo infatti pensavo che sarebbe stato peggio recuperare queste recensioni (per adesso nove, di cui due troverete solo sul mio profilo instagram).
Meglio così? Non saprei!
Ma adesso iniziamo!
Il primo libro che aprirà questo ciclo di recensioni è “Nero rosso di donna – l'ambiguità della femminilità”, un saggio di cui vi lascio immediatamente la scheda informazioni:



Titolo: Nero rosso di donna -l'ambiguità della femminilità
Autrice: Emma Fenu
Casa editrice: Milena edizioni
Prezzo: 14,90  

Edizione: Flessibile
Anno di pubblicazione: 2018
Numero di pagine: 118




Non sono credente.
È per questo motivo che tutti (amici ed in special modo parenti) sono rimasti sconvolti quando ho richiesto una collaborazione con la Milena Edizioni e tra tutti i suoi titoli ho scelto proprio questo saggio dedicato alla figura di Maria Maddalena.
In realtà, sin da quando ero più piccola (tardo 2006), sono sempre stata affascinata dalla leggenda di questa donna. Giravano molte voci su di lei, che era una poco di buono e che non meritava la Grazia, che era la compagna di Gesù o che invece era solo una sua seguace.
Ammetto che a far scoppiare le fiamme è stato proprio “Il Codice Da Vinci” in cui la figura di Maddalena aveva un ruolo fondamentale per capire tutta la storia!
Ed è quindi questo il motivo che mi ha portato a fare la mia scelta.
Ma di cosa parla questo saggio? Emma Fenu ha raccolto informazioni da diversi ambiti (come la storia, l'arte, la letteratura ed i testi sacri) in modo da fornirci una visione più ampia e dettagliata di Maddalena come persona, come seguace, come leggenda ma soprattutto come donna.


“Che cosa è la storia dopotutto? La storia sono fatti che finiscono col diventare leggenda; le leggende sono bugie che finiscono con il diventare storia”.
Jean Cocteau
 

Quello di Emma Fenu è stato uno dei miei primi saggi ed ammetto di non esserne rimasta affatto delusa!
Ho apprezzato molto l'arco temporale su cui la scrittrice ha deciso di soffermarsi, ovvero tra il Medioevo ed il Rinascimento, perché credo che quello sia stato il periodo che più di tutti ha visto gli uomini impegnati, anche se attraverso stereotipi sessisti, nella risoluzione di quell'immenso enigma che è la donna.
Maria Maddalena non è che il volto principale di questo dubbio che per secoli ha diviso l'umanità in due e meritava, quindi, di essere studiata attentamente sotto più punti di vista.
L'autrice parte dalle iconografie, dai suoi lunghi capelli e la veste rossa presente in molte immagini che la riguardano, ma il discorso si amplia e s'intensifica capitolo dopo capitolo.
Se siete donne, molti passi vi faranno ribollire il sangue perché il fattore “Maria Maddalena” è tutt'ora presente e forte nella società odierna così come l'ignoranza ed il poco rispetto di molti uomini.
Mi è stato davvero difficile staccarmi da questa lettura perché ogni capitolo era più interessante del precedente. Per questo motivo ho deciso di dare a questo saggio, tra i primi nella mia libreria, ben 4/5 .
Non mi sono sentita di dargli un voto più alto perché non conosco questo genere e quindi è stato per me una novità. Non potevo confrontarlo con nessun altro libro presente nella mia libreria ma penso che il mio voto sia comunque giusto perché nato da un'attenta riflessione.
Nero rosso di donna”, infatti, non mi ha tolto tutti i dubbi, non ha risposto a tutte le domande ma sono certa che non fosse quello il suo intento.
Forse Emma Fenu voleva spingerci ad indagare di più sulla figura di Maria Maddalena? Se quello è stato il suo scopo, con me c'è riuscita meravigliosamente!



Grafica: 4/5 . Molto semplice e carina. Mi sarebbe piaciuto molto avere anche dei riferimenti iconografici per quanto riguarda i discorsi prettamente artistici che riguardavano la protagonista del saggio.
Prezzo: 2,5/5 . Penso che quasi quindici euro sia un prezzo un po' alto per un libro di poco più di cento pagine!




Ed ecco qui la prima recensione del mese di agosto!
Spero vi sia piaciuta e vi chiedo scusa se è così breve; spero capirete che, essendo solo cento pagine o più, mi è impossibile aggiungere altro perché, pur non considerandolo spoiler, rovinerei il piacere della lettura a chi vorrebbe avvicinarsi a questo saggio.
Adesso sono io, però, ad avere una domandina per voi: avete mai letto opere riguardanti una determinata figura storica?
Io ho nella mia libreria una serie di lettere di Vincent Van Gogh e non vedo l'ora di leggerle!
Voi avete mai letto un saggio? Vi piace come genere?
Lasciatemi un commentino, ne sarei felice!
Intanto vi auguro un buon proseguimento di giornata e buona lettura!





























































domenica 1 luglio 2018

UN ANNO DA BOOKSTAGRAMMER | Cosa è successo?

Buonsalve lettori!
Oggi è il primo luglio.
Per voi sarà un giorno come tanti ma non lo è per me.
Un anno fa, infatti, ero sullo stesso letto su cui sono sdraiata oggi (e non so se la cosa sia positiva o meno) ed ero in piena crisi per i miei esami di maturità.
Mi sembrava di impazzire, tutto il giorno buttata su quei dannati libri di cui non mi importava nulla, con troppa poca aria fresca ad ossigenarmi il cervello e con il desiderio costante di un estathé e di un bel libro a risollevarmi il morale.
Per tutti gli anni della scuola (dalle elementari fino alle superiori) sono sempre stata “quella che legge”, la bambina (e poi successivamente ragazza e sicuramente in futuro anche donna) che, in qualsiasi ora del giorno e della notte, aveva il capo chino sopra ad un libro.
Non sempre è stata una cosa positiva -ho spesso preferito amicizie immaginarie a quelle che invece avrei potuto creare in carne ed ossa- ma altrettante volte mi è capitato di avvicinarmi a persone meravigliose proprio grazie alla mia grande passione per la lettura: è successo con il mio primo accesso a Facebook quando finalmente ho trovato qualcuno con cui conversare di “Twilight”; all'inizio, oppure “Fallen”, “Il bacio dell'angelo caduto”, “The Hunger Games” e così via; è proseguito poi con la scuola superiore (dove consigliavo libri ad oltranza peggio di una bibliotecaria in carriera) ed infine è arrivato quel primo luglio 2017.
Era un'idea che mi ronzava da un po' nella testa, quella di poter mettere nero su bianco le mie riflessioni riguardo alle letture che vivevo, amavo e odiavo, e quando ho premuto “accedi” per la prima volta su instagram come @365_livesofbooks è stata una sensazione indescrivibile.
Mi sentivo potente (perché mi hanno sempre insegnato che non c'è arma più potente di una penna) ma al tempo stesso incredibilmente fragile: sarei riuscita a spiegare il mio pensiero? Sarei stata in grado di rendermi parte di una comunità già così estesa e di esprimere me stessa in maniera sempre sincera, senza aver paura del giudizio altrui?
È passato un anno da allora, ancora non mi sembra vero.
Ho ripensato per giorni a tutto ciò che mi è successo in questi dodici mesi (anche se è difficile ricordarsi per filo e per segno tutto quanto), agli sbagli che ho commesso e ai miei miglioramenti, alle persone che ho conosciuto, ai miei obiettivi, alle cose che non mi piacciono del mio profilo o in generale di questo social.
In onore del mio primo anno come bookstagrammer, quindi, vorrei parlarvi apertamente di bookstagram, nel bene e nel male.
Sarà una chiacchierata bella ma sicuramente non facile da affrontare!
Mi sono proposta di essere sempre sincera e quindi questo articolo mi sembrava più che necessario per poter essere coerente con me stessa, innanzitutto, e con la mia ideologia di blog.
Ovviamente ci saranno delle critiche ma il mio sarà anche un articolo gioioso in cui vi consiglierò anche tutti quei profili che oramai per me sono diventati indispensabili per quella passione di sempre che è la lettura!


 

COS'E' BOOKSTAGRAM? 


Probabilmente se siete qui lo saprete già ma lo rispiegherò per sicurezza a tutti i nuovi arrivati.
Con il termine “bookstagram” si definisce quella sezione di Instagram (applicazione lanciata il 6 ottobre 2010) dedicata al mondo letterario.
Attraverso la fotografia, infatti, i proprietari dei numerosi profili di questa community riescono ad esprimere tutti i colori di questa passione comune: splendide copertine e belle citazioni non fanno che da semplice cornice ad un mondo ben più ampio fatto di emozioni, desideri, pareri più o meno positivi, consigli e spesso anche critiche.



 

I MIEI SBAGLI: 


Il mio primo grande errore è stato, senza alcun dubbio, quello di aprire un profilo durante la maturità e, in special modo, negli ultimi giorni cruciali prima dell'esame orale.
Questo mi ha portata non solo a studiare di meno (in quanto troppo affascinata da quel mondo del tutto nuovo e sconosciuto) ma anche a creare contenuti di qualità minore rispetto a come potevano essere in realtà.
Studio oppure social, non si può avere tutto dalla vita!
Un grande errore che vedo commettere spesso (e che io per prima ho fatto!) è quello di gestire un profilo senza un'idea precisa: ho notato che i possibili followers e lettori sono attratti principalmente da profili con un feed (ovvero una disposizione di foto rispettante un tema) ben organizzato oppure con un obiettivo stabilito.
Che vogliate soffermarvi solo sulle recensioni oppure sulle belle foto, l'importante è essere coerenti con la vostra idea e con voi stessi!
Uno sbaglio che ho commesso è stato poi quello di aprire un profilo senza essermi documentata a fondo riguardo questa sezione di Instagram. Ho semplicemente pensato: a me piacciono i libri, ad altri piacciono allo stesso modo. Perché non provare?
Assolutamente no. 
Ed i motivi sono proprio quelli elencati qui su: non conoscere i ritmi di questo social vi porterà a creare contenuti di bassa qualità (o a volte di non portarli e basta quando la mancanza di tempo vi sommergerà!) che non seguono un ordine preciso e che renderà il vostro profilo solo molto confusionario!
Un altro errore è quello di voler fare tutto subito: io ho iniziato postando quasi sempre (la discontinuità è un altro grande sbaglio) tre foto al giorno per poi accorgermi che, per un motivo o per un altro, non riuscivo più a mantenere quello stesso ritmo. Volevo portare subito molti contenuti, molte idee, molte recensioni, molti tag ma, con il passare del tempo, le idee hanno iniziato a scemare.
Non fate lo stesso errore o potreste finire con l'avere un account “vuoto” di contenuti e disorganizzato (anche se su questo punto ritorneremo più avanti)!



 

I MIEI OBIETTIVI:


Porsi degli obiettivi è molto importante per quanto riguarda la gestione di un profilo Instagram.
Questo perché tenderà a non demoralizzarvi e, anzi, vi aiuterà a trovare sempre nuove idee per raggiungere il vostro scopo!
Per quanto riguarda il mio profilo, il mio obiettivo principale è sempre stato quello di esprimere con sincerità la mia passione : volevo essere io a consigliare i miei libri preferiti, io a spiegare le motivazioni che mi avevano spinta a non apprezzare una certa lettura, io a parlare e a confidarmi con i membri della community. Non volevo essere il “profilo alla moda” ovvero quello che adora tutti i libri che agli altri sono piaciuti, che fa foto belle ma poi non riesce neppure a comunicare con i propri followers. Volevo essere me stessa sopra ogni altra cosa in modo che chi mi seguiva potesse sapere di potersi fidare di me!
Non avendo dubbi sulla mia moralità, dentro e fuori il social, i miei obiettivi si sono spostasti ultimamente sul senso pratico del profilo: vorrei migliorare la grafica dei post (magari provando a scattare qualche foto con la mia macchinetta fotografica anziché con il cellulare), vorrei portare nuovi contenuti specialmente per quanto riguarda l'applicazione più che per il blog ed infine vorrei creare una scaletta settimanale che sarà sicuramente utile ai followers ma soprattutto a me per realizzare un profilo più organizzato.
Se avete consigli di qualunque tipo per quanto riguarda questi obiettivi, non siate timidi!
Potete scrivermi qui sotto nei commenti o anche in direct su Instagram!



 

LA COMMUNITY: 

Chi troverete nel mondo di bookstagram?
Ci sono diversi tipi di personalità su questa piattaforma e vi annuncio già che questa categoria non sarà, quindi, tutta rosa e fiori anche se lo vorrei tanto.
Abbiamo già parlato dei “profili alla moda”: I-Phone di ultima generazione, scatti un po' hipster, una tazza di caffè in una mano e, statene pur certi, l'ultimo libro di una casa editrice nell'altra.
Non che ci sia qualcosa di sbagliato in questo, anzi; le foto sono spesso bellissime ed utili quando non si ha ispirazione per quanto riguarda il proprio feed!
Come vi ho detto precedentemente, però, riconoscerete questi profili non dalle foto, non dalla pelle perfetta delle modelle o dal caffè fumante ma semplicemente perché a loro piace qualsiasi libro reputato decente dalla critica: a loro inspirerà qualsiasi titolo commentato dal “Quotidiano” o da John Green, qualsiasi libro “erede di Hunger Games” o di “Colpa delle stelle”, apprezzeranno ogni libricino di poesie femminista e andranno letteralmente pazzi per l'ultima ristampa di un vecchio classico.
Vi invito però a chieder loro il motivo personale per cui hanno apprezzato quella lettura. Se sarete così fortunati da ricevere risposta dai vip di Instagram, probabilmente capirete subito che di “apprezzamento personale” non hanno proprio nulla!
Tra i primi profili che ho notato una volta entrata in questo social c'è sicuramente quello “amatoriale”: probabilmente non avranno un feed preciso, saranno un po' discontinui nei post, e faranno foto a libri accompagnati da qualsiasi tipo di oggetto (penne, cuscini, peluche, tazze, succhi di frutta. QUALSIASI. COSA.) ma, statene pur certi, quelli sono forse i profili più sinceri.
Se ne fregheranno del loro aspetto fisico, degli inglesismi che fanno più chic e sapranno, invece, convincervi a leggere un certo libro solo con la forza delle loro emozioni, delle loro lacrime, dei loro sorrisi!
Sono sicuramente loro i profili più sinceri e accoglienti, i primi che sapranno darvi consigli nonostante i loro mille dubbi e che sapranno farvi sentire a casa in questo mondo nuovo e spesso spaventoso!
Se dovessi mettermi in una categoria, però, inserirei il mio profilo in quello degli “studiosi”: sono coloro che cambiano continuamente, che si esercitano, provano cose nuove e che, appunto, studiano le risposte dei followers in modo da creare non un profilo perfetto ma un profilo che piace!
Ci sono poi numerose altre categorie di profili: ci sono i “ti ho messo mi piace, ricambi?” (davvero odiosi, ad essere sinceri), i “profili giveaway” che non avranno altre foto se non quelle dei giveaway a cui partecipano per ottenere altri libri da leggere, e ci sono ancora tanti altri profili ma sono molto simili a queste prime grandi categorie!




ORGANIZZAZIONE E TAG: 


Un punto molto importante per una sana sopravvivenza nel mondo di bookstagram è l'organizzazione. Certo, sarebbe facile scegliere giornalmente l'argomento da trattare, così, all'ultimo minuto. Ma niente vi darà più soddisfazione di un feed ben organizzato non solo per quanto riguarda le foto ma anche per quanto riguarda gli argomenti trattati settimanalmente!
Non potete capire la mia gioia quando, per un motivo o per un altro, non riesco a postare il #WWWednesday e qualcuno dei miei followers mi fa notare questa mancanza!
Proprio per questo motivo mi piacerebbe creare una scaletta di post con la quale dividere la mia settimana: postare una #RecensioneInPillole un paio di giorni, il #WWWednesday il mercoledì, mostrarvi qualche haul o collaborazione e poi dei tag, magari. Devo pensarci bene!
A questo proposito, sarebbe molto utile organizzare i post della settimana su un agendina o (come nel mio caso) su un quaderno dove poter scrivere appunti, buttare giù qualche idea oppure segnarsi tutti i tag a cui rispondere.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, io l'ho trovato piuttosto utile!
Parlando di tag, poi, trovo che questi siano piuttosto utili per conoscere maggiormente il mondo di bookstagram: invitando più profili possibili, infatti, diamo non solo agli altri la possibilità di conoscerci meglio ma, allo stesso modo, abbiamo anche noi l'occasione di immergerci nei pensieri dei bookstagrammer invitati.
I tag sono inoltre una pentola d'oro per chi vuole imbattersi in nuove letture. Non potete nemmeno immaginare quanto la mia wishlist si sia allungata da un anno a questa parte!


 

BLOG: SI O NO? 

Nella mente di ogni bookstagrammer passerà prima o poi la seguente domanda: dovrei aprire un blog? 
La risposta, ovviamente, sarà più o meno negativa in base a ciò che sentite il bisogno di esprimere.
Potresti aprire un blog se la tua idea fosse quella di scrivere recensioni: non tutti abbiamo il dono della sintesi e potresti notare che i caratteri di un post di Instagram non sono affatto sufficienti per descrivere tutte le emozioni donatoti da un determinato libro.
Ma anche per scrivere una recensione bisogna avere una certa organizzazione, ricordatelo sempre!
Non si può semplicemente buttare su carta tutto ciò che ci viene in mente senza un collegamento preciso o il lettore che capiterà sul tuo blog non capirà ciò che vorresti dirgli.
Anch'io, infatti, ho cambiato più volte strategia durante quest'anno: le prime recensioni erano perlopiù prove e poi, man mano che ci prendevo gusto, ho iniziato a pormi delle domande e a documentarmi per darmi delle risposte.
Secondo me la svolta è stata chiedere innanzitutto a me stessa: cosa vorrei leggere in una recensione?
E poi provare, provare ed ancora provare!
Per aprire un blog bisogna avere molte idee in quanto non si può iniziare semplicemente fissando la pagina bianca ed aspettando che il miracolo avvenga da sé.
Consiglio nuovamente l'utilizzo di un quaderno per appuntare man mano i vari articoli che vorremmo portare sulla nostra piattaforma: seguendo un filo conduttore, in questo caso i libri, potremmo poi discutere riguardo altre nostre passioni (possano essere queste il teatro, il cinema, le serie tv, la danza e così via)!
Di nuovo l'organizzazione torna ad essere un punto cruciale: un blog appare infatti molto più completo quando c'è anche una bella grafica ad accompagnare il tutto.
Questo sarà sicuramente uno dei temi su cui vorrò migliorare di più, in futuro.
Non apprezzo particolarmente la grafica del mio blog e vorrei fare un bel restauro, rendendo tutto più chiaro e ben organizzato portando anche qui, magari, una scaletta fissa.
Ancora una volta, infatti, sarebbe stato bene documentarsi prima di cimentarsi in questa nuova avventura che è poi il blog perché non è poi così facile come sembra!


 

COME REAGIRE A CRITICHE O INSULTI: 


La gente critica.
Lo fa dalla notte dei tempi e probabilmente non smetterà mai di farlo.
Spesso lo si fa per alimentare una conversazione, per fare una battuta infelice o spesso, molto spesso, la gente critica per noia e senza una motivazione precisa.
Quello che invece fa un blogger scrivendo una recensione è dare il proprio sincero parere.
Come avrete sicuramente notato, ho sottolineato di proposito una parola: sincero.
A meno che voi non facciate parte della categoria “profili alla moda”, probabilmente avete aperto un profilo e/o un blog proprio per dar voce alla vostra esigenza di dire la propria.
È stata ed è ancora adesso una mia necessità ed è per questo che oggi mi state leggendo.
Ho aperto il profilo ed il blog proprio con l'idea di essere sempre sincera con me stessa e con chi mi circonda. Che senso avrebbe scrivere un articolo o una recensione meravigliosa di un libro che non mi è piaciuto? Che senso avrebbe sprecare parole su un argomento che non fa parte dei miei interessi?
Eppure la gente vi criticherà lo stesso quindi tanto vale non scoraggiarsi.
Il mio blog è stato protagonista di un attacco secondo cui, dopo aver detto la mia riguardo un libro e motivando come sempre le mie parole, non avevo capito molte cose del titolo in questione, secondo il quale ero una, cito letteralmente, “rovina sogni” e che affermava anche con convinzione che avrei dovuto cambiare metodo di giudizio e leggere solamente libri che avrebbero potuto essere di mio gusto.
All'inizio non è stato facile digerire queste parole ma dopo pochi minuti mi è stato facile farmi una grossa risata!
“Penso che una critica, se fatta con intelligenza ed educazione, sia molto più efficace e d'aiuto ad uno scrittore anziché mentire o mettere tutto a tacere”: è stata questa la mia risposta quando addirittura una casa editrice si è proposta di spedirmi dei libri a patto che un'eventuale recensione negativa rimanesse “tra me e loro” e continuo ancora a credere fermamente nelle mie parole, per questo ve ne faccio dono come consiglio supremo.
Siate sinceri, innanzitutto verso voi stessi! Fin quando seguirete la vostra morale, fin quando le vostre motivazioni saranno sincere e sentite, fidatevi che tutte quelle critiche vi scivoleranno addosso come acqua sporca!
Questo verrà sicuramente notato anche da chi (probabilmente attirati dallo “scandalo”) verrà a leggere ciò che avete scritto riguardo un certo titolo e, com'è accaduto a me, ammireranno la vostra sincerità e la vostra moralità di fronte a simili critiche o proposte.



 

I MIEI PROFILI PREFERITI:


Come vi avevo già anticipato, questo articolo sarà pieno di luci ed ombre.
Le seconde le abbiamo già elencate in abbondanza quindi è arrivato il momento di riportare un po' di calma e serenità elencandovi i miei profili bookstagram preferiti!
Saranno davvero una carrellata, siete pronti? Iniziamo!



 

1 - @_sunsetandbooks_

Come potevo non citarvi la mia compagna di avventure? Io e Francesca ci siamo conosciute per caso ma fin da subito ho notato in lei quella sincerità che vi ho citato così tante volte in questo articolo. Non ho mai temuto di essere criticata da parte sua, né nella vita né per quanto riguarda la nostra passione comune, e mi ha sempre fatto sentire a casa! 
Penso che abbia la scintilla giusta per dar vita ad un profilo meraviglioso! 





2 - @yumiscrive

Ormai la considero un'amica, la mia cara Samila. Quando mi sento giù guardo sempre le sue stories-disagio per farmi tornare il sorriso! È una persona davvero umana, piena di talento ma anche con diversi difetti che la rendono unica e meravigliosa! 
Per quanto riguarda la lettura, poi, so di potermi fidare per chiederle consiglio. È una persona talmente schietta che non dubiterei mai della sua parola! 
P.S.: il suo feed, ragazzi! 




3 - @acupofteaandagoodbook_

E qui c'è una conoscenza storica, ragazzi. Conosco Roberta sin dai tempi di “Twilight” e le prime pagine Facebook a riguardo e fin da subito ho apprezzato il suo immenso talento e la sua personalità gentile ed onesta. Amo le sue foto e penso che le basterebbe davvero solo un pizzico di autostima in più per spiccare su questa piattaforma! 





4 - @_perfa.addictedtobooks

Che dire, il suo profilo parla per lei! Se siete amanti dello sfondo bianco come me, non potete perdervi questo profilo meraviglioso e curatissimo. Giulia è giovane, appena vent'anni, ma ha, a mio parere, un immenso talento! Inoltre lei è un'altra delle cause per cui la mia wishlist si è ingigantita a questo modo! 





5 - @luna_lovebook

Francesca è una ragazza adorabile, con i suoi occhioni curiosi ed il suo profilo davvero magico! L'ho apprezzata fin da subito non solo per la qualità dei suoi post ma anche per la sua personalità. Guardo sempre con molto entusiasmo le sue stories perché è una persona che, a pelle, sembra possedere tutte le qualità per essere una buona amica! 
Graphic novel, fantasy, sci-fi, classici: il suo profilo è un caleidoscopio di generi ed è per questo che non potete assolutamente perdervelo!




6 - @ilariareads

Considero Ilaria l'eccezione che conferma la regola. Il suo profilo è molto “alla moda” ma non nel lato negativo del termine. Vedo una cura e una ricerca per quanto riguarda la scelta delle angolazioni, dei colori, ma non per nella scelta dei libri. Leggo spesso i suoi post e ascolto le sue stories con molto piacere proprio perché Ilaria mi dà l'impressione di essere una ragazza sincera, carinissima e con tantissime cose da comunicarci. 
Se non la conoscete, dovete assolutamente cercarla ed il vostro instagram sarà sicuramente un posto migliore! 



 

7 - @cami_e_i_suoi_libri

La libreria di Camilla. Devo dire altro? Ogni volta che mi capita sott'occhio un suo post, resto lì a fissare ed invidiare la meravigliosa scelta di titoli e di colori che la compongono. Trovo la sua idea di feed molto intelligente (proprio perché un lettore non potrà far a meno di invidiare tutto quel ben di Dio) ma allo stesso tempo molto pericolosa. Ogni volta mi chiedo come sia possibile non rendere, ad un certo punto, un feed del genere noioso o ripetitivo. 
Un grande applauso va quindi a Camilla e alla sua grande abilità! 



 

8 - @boyinlovewithbooks

Parliamo finalmente di un fanboy! Perché sì, su Instagram scoprirete che non sono poi così poi i lettori di sesso maschile appassionati, magari, anche al vostro genere preferito! 
Francesco è sicuramente uno di loro. Anche se lo conosco forse da meno tempo rispetto agli altri profili citati, mi sono sentita di inserirlo all'interno di questa lista sia per via della qualità delle sue foto, sempre in crescendo, sia per la sua personalità. La prima volta che ascoltai una sua diretta gli dissi che ascoltarlo mentre leggevo era un piacere perché era come sentirsi vicino un amico. 
Continuo a pensarla così tutt'oggi! 



9 - @books.and_cookies

Questo è forse uno dei primi profili che ho seguito qui su Instagram e, andando adesso a spulciare un po' tra i suoi post, non posso non notare il costante miglioramento delle sue foto. Ancora una volta mi appello a tutti gli amanti del bianco: questo account deve crescere, crescere, crescere perché merita davvero molto a mio parere! 




10 - @grace_theamazing

Grace è forse una delle figure più imponenti di bookstagram. Come lei stessa afferma, non fa altro che raccontare storie, distruggere miti ed aiutarci a crescere su Instagram. 
Il suo profilo, oltre ad essere molto organizzato e studiato, è quindi anche molto utile per tutti gli aspiranti bookstagrammer. Anch'io seguo spesso i suoi consigli e ho notato davvero un miglioramento! 
Inoltre amo quando parla della Russia. È un Paese che vorrei visitare fin da bambina!



 

11 - @reading.in.the.tardis

Ammetto che fin da subito sono stata attratta dal suo nickname ma, foto dopo foto, mi sono resa conto di amare il modo in cui questa ragazza gioca con gli oggetti, con le angolazioni, con le luci. 
È un profilo davvero interessante! 





12 - @giorgiadidomenico

Ancora una volta, volevo mostrarvi una delle librerie più belle di bookstagram Italia. Come per Camilla, voglio fare un grande applauso a Giorgia perché davvero non capisco come sia possibile avere un feed così semplice ma allo stesso tempo così bello e mai banale! 



13 - @beatriceinbookland

Adesso che mi sono decisa a leggere in inglese, Beatrice sarà sicuramente la ragione della mia povertà. Adoro il suo feed (non si è capito che mi piacciono i profili con un feed bianco, eh?) e trovo la scelta delle sue letture davvero interessanti! 




14 - @_kate.jackson_

È forse uno dei profili di cui salvo più foto! 
Apprezzo particolarmente il suo feed e, quando non so cosa postare, passo spesso sul suo account per rifarmi gli occhi e per farmi venire qualche idea. 
Amo quella luce così bassa nelle foto ed aspiro davvero ad avere anch'io un feed così bello! 




15 - @jessireads

E siamo arrivati anche all'ultimo ( ma non per importanza) meraviglioso profilo. Adoro le sue fotografie, il modo in cui ogni scatto si congiunge perfettamente all'altro anche quando cambia luce ed un colore diverso predomina rispetto a quello dello scatto precedente. 
Sono innamorata, poi, dei gadget (candele, funko pop, tazze) che mostra. 
Ammiro la sua organizzazione ed il suo feed così studiato! 




Ho deciso, poi, di spendere qualche parolina anche per i booktuber italiani.
Sono davvero felice di poter essere rappresentata da persone così genuine e quindi vi nomino qui giù anche i profili instagram (legati ovviamente ai loro canali su Youtube) che più seguo ed ammiro:




@leggoscattoviaggio

Ho conosciuto Andrea proprio su Instagram e ne sono davvero felicissima. 
È stato proprio il suo feed così curato a farmi scegliere di provare a seguirlo anche su Youtube. 
Non me ne sono mai pentita: Andrea è spontaneo, divertente, e amo il suo modo di approcciarsi alla lettura e a tutto ciò che un libro vuole donarci! È un profilo assolutamente imperdibile! 




@readingcansaveus

Giada è stata forse la prima booktuber che ho seguito. È una ragazza gentilissima, ha un cuore d'oro che non ha paura a mostrare quando racconta, con la delicatezza di una fiaba, le emozioni che un libro le ha donato. 
Apprezzo fortemente la sua umanità che mostra in ogni ogni video. Penso che questa sia una caratteristica rara ma molto importante! La gente lo nota se qualcun altro mette o meno il proprio cuore nel proprio lavoro e Giada questo lo fa di certo! 



@fangirlinlovewithbooks

Amo la spontaneità di Gabriella. Seguo con piacere le sue stories di Instagram e ovviamente anche ogni suo video su Youtube. Come avrò già detto per quanto riguarda altri profili, il mio interesse non riguarda solo le foto o i contenuti ma mi soffermo molto sulle personalità dietro alla macchina fotografica (o in questo caso la videocamera). Gabriella, così come tutti i booktuber che ho nominato oggi, mi dà tantissimo l'impressione di poter diventare una mia amica. 
Sento la mia anima molto affine a quella delle personalità citate in questo articolo. Sembrerò folle ma giuro che è così! 
Inoltre è stata proprio una sua recensione a farmi decidere di aprire un mio blog! 



@fairywithhobbitfeet

Quando vedo un video di Chantal, penso sempre al concetto di amicizia. Mi fa sorridere la sua spensieratezza, il modo in cui sclera per i particolari di un certo capitolo o per i personaggi di un libro. Mi ricorda molto le conversazioni con le mie amiche e quindi lascio sempre i suoi video con un enorme sorrisone sul viso. Non è una cosa da sottovalutare! 




@thefoxandhisbooks

Infine, vorrei consigliarvi un canale forse un po' meno conosciuto rispetto a quelli citati in precedenza ma che è in assoluto uno dei miei preferiti per quanto riguarda il mondo di booktube. Mirko ha questa dote innata di far sentire a proprio agio la gente perché parla in modo schietto, in modo sincero ed aperto. Mi è impossibile dubitare di una sua opinione, non ho mai pensato che gli piacesse un libro solo perché “di moda”. Apprezzo inoltre la sua scelta di approfondire nei video anche la sua passione per le serie tv. Sono sempre molto curiosa di sapere cosa ne penserà di un certo libro, film o serie ed attendo i suoi video dedicati alle nuove scoperte sempre con molta ansia! 



 




Ed eccoci qua, quindi, al momento dei ringraziamenti.
Ho aspettato di essere un po' più lucida, questa mattina, per trovare le parole adatte per ringraziarvi di questo anno che è stato sì faticoso ma anche ricco di gioia, di divertimento, di idee e iniziative.
Ma forse non esistono parole adatte, forse tutto ciò che dovrei dirvi è: grazie. 
Grazie perché mi avete accolta nella vostra community senza chiedere niente in cambio.
Grazie perché mi avete dato consigli, mi avete fatta sentire parte di voi come una seconda famiglia.
Grazie perché, nonostante non ve l'avessi chiesto, mi avete difesa dalle critiche e mi avete appoggiata quando le cose sembravano mettersi per il peggio.
Grazie per le vostre parole, per i vostri commenti o anche per i più semplici “buongiorno” o “buon compleanno” oppure “come stai?” che per me valgono più di ogni altra cosa.
Grazie per gli inviti ai tag, per avermi nominata nelle vostre stories, per avermi fatta sentire come se il mio account valesse davvero qualcosa in più di una mia semplice opinione.
E grazie, infine, per avermi fatto comprendere che la sincerità ripaga sempre ed ora, proprio grazie ad essa, mi sento parte di una grande ohana.
Mi auguro davvero di andare avanti con questo mio progetto, di poter migliorare e finire, un giorno, tra gli account nominati da un'altra bookstagrammer che, un po' come me, si è sentita di ringraziare qualcuno per questo suo giorno di festa.
Spero davvero che questo articolo vi sia piaciuto, che vi abbia fatto riflettere e che vi sia stato d'aiuto. A me ha aiutato davvero tanto e adesso mi sento molto più libera e più carica, pronta ad andare avanti in questa meravigliosa avventura.
Se siete arrivati fin qui, meritate davvero una medaglia ma io non posso far altro che offrirvi un super abbraccio carico di tutto il mio affetto!
Vi ringrazio ancora e vi auguro una buona domenica e tante letture speciali!

- Emme 


Recensione de "L'estate dei segreti perduti"

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